All'Arsenale un nuovo centro per il restauro dell'arte contemporanea «tecnologica», quella basata sulla videoarte e le installazioni. E' un progetto a cui lavorava da tempo sotto traccia l'Arsenale spa ma che ora è pronto a decollare grazie a un protocollo d'intesa che sarà sottoscritto oggi con il ministero dell'Innovazione, che sosterrà l'iniziativa. Oggi alle 11 nella sede di Arsenale spa - la società mista creata da Comune e Demanio proprio per la il recupero «produttivo» degli spazi dello storico complesso - a firmare l'accordo saranno il ministro Renato Brunetta e il presidente della società Roberto D'Agostino. Chiara l'intenzione di coinvolgere nel centro per il restauro dell'arte contemporanea - il primo di questo tipo in Italia - anche le grandi istituzioni artistiche che gravitano su Venezia, dalla Guggenheim a Palazzo Grassi - che si prepara ad aprire il suo centro d'arte contemporanea alla Punta della Dogana basata sulla collezione del pàtron François Pinault - alla Biennale. Proprio la Biennale, che ha tra i suoi progetti quelli di recuperare parte degli spazi delle Sale d'Armi - a lei assegnati per il recupero, nell'Arsenale - per laboratori e archivi legati alle nuove tecnologie dell'arte, potrebbe essere un naturale alleato del nuovo centro di restauro. Il progetto sarà comunque svolto dall'Arsenale spa - che, cone detto, lavora da tempo all'iniziativa e ha già contattato un pool di esperti della materia per gli aspetti organizzativi - per definire le caratteristiche e le competenze di un Centro di eccellenza per attività di servizio e di consulenza sull'arte contemporanea, nel settore del restauro e della conservazione delle diverse espressioni creative, che utilizzano materiale e tecnologie del tutto diverse da quelle tradizionali. Non si occuperà dunque del restauro relativo a pittura e scultura, ma piuttosto di sviluppare competenze nelle nuove tecnologie illuminotecniche, elettroniche e nel software, per affrontare il complesso tema della conservazione non solo di materiali nuovi, ma di forme artistiche che utilizzano video, installazioni software e hardware di rete, a volte in modalità broadcast o in realtà virtuale. Il ruolo del ministero dell'Innovazione sarà quello di favorire - anche sotto il profilo economico - la nascita del centro, con il coinvolgimento delle università (Iuav e Ca' Foscari in prima fila) e dell'Accademia di Belle Arti, oltre che, come detto di importanti istituzioni artistiche del contemporaneo. Il Centro di restauro «funzionerà» per tutte le amministrazioni pubbliche interessate, oltre che per musei e gallerie nazionali e internazionali.