«Cè soltanto da sperare che Alberto Artioli, soprintendente ai Beni architettonici, sia di parola: o i lavori del parcheggio sotterraneo proseguono - ha scritto qualche giorno fa a impresa appaltatrice e Comune - o si rimetta la Darsena così comera. I toni ultimativi della missiva sono riusciti a scuotere dal torpore palazzo Marino: per domani è in programma una riunione, convocata senza indugi, tra costruttori e dirigenti che seguono la faccenda. Dopo una fetta di panettone e lo scambio di auguri, sarà nella migliore delle ipotesi emesso un comunicato - in questi casi lo si definisce interlocutorio - nel quale si dirà che laccordo tra le parti è sul punto di essere perfezionato e che in primavera si rivedranno le ruspe allopera. Naturalmente ci auguriamo di essere smentiti dai fatti, ma lesperienza induce al pessimismo: lestate scorsa, dopo un anno e più di fango, sterpaglie e pantegane, lassessore Simini giurò che restava soltanto da sistemare qualche virgola sulle pratiche; in autunno il cantiere sarebbe ripartito. Le ragioni del contendere non sono di semplice composizione: per rifarsi delle maggiori spese fin qui sostenute, limpresa costruttrice vorrebbe scavare un piano in più, ma i progetti approvati non lo prevedono. Come se non bastassero le squisite nequizie della burocrazia, ci sono in ballo milioni di euro. E un labirinto pieno di insidie: chi ci amministra ha tuttavia il dovere di uscirne, in un modo o nellaltro. Il soprintendente, con lautorevolezza che la carica gli conferisce, ha messo nero su bianco lopinione condivisa da tutti i milanesi, ma che la politica finge di ignorare: lo scempio deve finire, una volta per tutte. A Natale è lecito esprimere desideri: il nostro è che le ruspe tornino subito al lavoro, ma per restituire a uno dei luoghi simbolo della città il suo antico aspetto. Lidea di mettere le automobili sotto e lacqua sopra, con una lastra di vetro a dividerle, ha qualcosa che stona. Forse non è frutto del caso se tante difficoltà si sono frapposte alla realizzazione dellopera: è un segno, bisogna saperlo leggere, traendone le dovute conseguenze.
MILANO - Fermate lo scandalo. è ora che la darsena torni com'era prima
Il soprintendente ai Beni architettonici, Alberto Artioli, ha scritto una missiva all'impresa appaltatrice e al Comune, richiedendo di proseguire i lavori del parcheggio sotterraneo della Darsena o di rimetterci di nuovo. La missiva ha scuotuto il torpore palazzo Marino e ha convocato una riunione tra costruttori e dirigenti per discutere la situazione. Le ragioni del contendere sono le spese e i progetti approvati, che non prevedono un piano in più. Il soprintendente ha espresso l'opinione che lo scempio della Darsena deve finire e che le ruspe tornino al lavoro per restituire il luogo al suo antico aspetto.
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