Riaprono oggi alle 11 al Palazzo di piazza Sant'Agostino i musei civici: sarà scoperto il nuovo allestimento parziale, caratterizzato da un atrio multimediale con arredi e gigantografie della Modena ottocentesca. Ripensate anche le parti informative con alcuni cambiamenti negli spazi. Da questa mattina dovrebbe essere più agevole per tutti la visita ai musei civici d'arte e archeologia perché al terzo piano di Palazzo dei Musei l'appassionato di cultura antica viene accolto da un nuovo atrio multimediale dove un video di quaranta minuti proietta la storia del museo e dei preziosi materiali - provenienti dalla Modena dei secoli passati, dai primi insediamenti umani modenesi di 300mila anni fa fino all'Ottocento - che lo costituiscono. Si può stare comodamente seduti su moderne poltrone la scelta - del colore, grigio, poteva essere meglio meditata - e ammirare anche gigantografie del centro cittadino di fine XIX secolo, preparandosi per l'imminente giro delle sale. Lungo il percorso è possibile notare alcuni lievi spostamenti di materiali, con riposizionamenti di oggetti nelle vetrine, ma quel che alle funzionarie museali importava era migliorare il concetto di accoglienza, evidente soprattutto in nuove e dettagliate schede degli oggetti esposti, cui si associa anche la possibilità di essere accompagnati da un'audioguida o dalle nuove guide cartacee in vendita al bookshop del piano terra (250 pagine suddivisi in due volumi, redatti da Luana Ponzoni e Cristiana Zanasi). «Siamo abituati - ricorda la responsabile dell'archeologico Ilaria Pulini - a mantenere contatti stretti con il nostro pubblico, a coccolarlo, ecco perché abbiamo potenziato l'apparato informativo nelle sale che si accompagna alle nuove guide e audioguide, presto anche realizzate in spagnolo, inglese e francese. Abbiamo così potenziato i vari livelli di lettura possibili del nostro istituto culturale: nella parte archeologica abbiamo didascalie dei singoli oggetti, ma anche schede riassuntive in modo tale che il visitatore non perda il filo. Proprio nella parte dedicata alla storia antica sono le più succose novità espositive, con la visione di mille "nuovi" reperti tra cui un'amigdala di 300mila anni fa, una tomba neolitica (4500 avanti Cristo) con scheletro accovacciato, oggetti delle terramare di Montale e Gaggio, la necropoli di Casinalbo con arredi e armi, quella villanoviana femminile del VII secolo a.C. e un corredo etrusco proveniente da Pavullo. Già esposti anche i recenti ritrovamenti di viale Reiter con le lucerne "griffate", la sculturina della terza fatica di Ercole e le "pigne" del 43 s.C., piccoli proiettili su cui venivano scritte frasi ingiuriose prima di essere tirati al nemico. «La collaborazione stretta - ricorda il soprintendente archeologo della regione Malnati - tra soprintendenza e museo archeologico permette di esporre in queste sale i ritrovamenti degli scavi provinciali in un tempo veloce: è molto raro altrove». «Mostriamo ai modenesi - terminano gli assessori alla cultura di Comune e Provincia, Lugli e Grandi, che hanno finanziato i lavori insieme agli Amici dei musei civici - il primo tassello dei futuri nuovi musei: si tratta di un ripensamento degli spazi adattandolo alle esigenze del pubblico pur in un momento complicato per queste istituzioni». Le parti nuove nelle sale dedicate all'arte visiva riguardano soprattutto il completamento dell'allestimento nel salone dei tessuti Gandini, cui si aggiungono quello della vetrina delle oreficerie e due nuove donazioni: una divisa militare ottocentesca posta vicino a un dipinto dov'è raffigurata, si provenienza conti Ramponi e una terraglia da tavola di metà '800 depositata da Danilo Bartoli.
MODENA - Il nuovo volto dei musei civici
I musei civici di Modena riaprono alle 11 al Palazzo di piazza Sant'Agostino con un nuovo allestimento parziale. Il nuovo atrio multimediale proietta una video di quaranta minuti sulla storia del museo e dei materiali esposti. I visitatori possono sedersi e ammirare gigantografie del centro cittadino di fine XIX secolo. Le nuove guide e audioguide sono state create per accompagnare i visitatori nelle sale. Le didascalie e le schede degli oggetti esposti sono state aggiornate per migliorare l'esperienza del visitatore. Le nuove esposizioni includono reperti come un'amigdala di 300mila anni fa e una tomba neolitica.
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