Il Comitatone si avvicina. Domani a Roma si capirà lorientamento del governo per i fondi della Legge speciale. Intanto, ancora una volta nel dibattito sulla tutela e la salvaguardia della città scende in campo il presidente della Regione, Giancarlo Galan. Da un lato il governatore del Veneto prende posizione rispetto alle dichiarazioni dei ministri Sandro Bondi (Beni Culturali) e Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) che sabato a Venezia per due diversi impegni di lavori sono intervenuti su Mose e Legge speciale. Il primo ha dato qualche ulteriore spiraglio al dialogo tra governo centrale e amministrazione comunale, il secondo ha parlato della necessità di evitare "ogni forma di cannibalismo" difendendo il Mose, ma anche la specificità della città che ha bisogno di fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Così, prendendo spunto dalle dichiarazioni dei due ministri, Galan ha deciso di tornare sullargomento. «Bondi dice bene - sottolinea il presidente regionale - La sua attenzione, proprio come responsabile dei beni culturali, non può non essere rivolta a Venezia, ma anche al Veneto. Insomma dice cose saggie. Ma se Bondi dice cose giuste, devo fare una precisazione su quel che ancora emerge da alcune dichiarazioni di esponenti comunali. Diversamente da loro, dico che non possiamo più permetterci una Legge speciale che sia una vera e propria forma di assistenzialismo. Non si possono stornare i soldi che il Comitatone indicherà per gestire la fase successiva dellacqua alta del 1 dicembre. Se emergenza doveva essere, il Comune avrebbe dovuto dirlo fin da subito, ma ciò non è avvenuto. E qualcuno non aveva detto che "bisogna convivere con lacqua alta"? Pensare di utilizzare i soldi stanziati in sede di Comitatone, mi sembra francamente sbagliato. E ancora se parliamo di emergenza socio-economica, così come se ne parlava nel 1947, nel 73 o ancora nell84, che facciamo continuiamo a dare contributi in eterno? Non si può accettare, perchè fa comodo, una Legge speciale allinfinito». Galan lancia laffondo: «Di conseguenza - dice - non posso che essere daccordo con quello che dice Brunetta. Basta con una formula veneziana della Legge speciale stile "Cassa del Mezzogiorno", ma selezioniamo gli obiettivi e ripensiamo in toto il provvedimento per Venezia. Si studino le forme in collaborazione con la Regione, Ca Farsetti, i comuni della gronda lagunare. Si scelgano le finalità indiscutibili e indispensabili e si proceda su queste senza indugio». Lultima battuta Galan la riserva alle dichiarazioni del vicesindaco Michele Vianello rilasciate al Gazzettino: «Le sue parole danno il senso del cambiamento - chiosa Galan - Che dica che il Mose non è più in discussione e che si proceda con la sua realizzazione, mi sta benissimo. E glielo riconosco. Ma a questo punto è necessario un altro passo in avanti. Decisivo, trasparente e chiaro: il Comune di Venezia cessi ogni ostruzionismo, ogni conflitto in sede nazionale, ma soprattutto e innanzitutto in sede europea».
Galan: Basta assistenzialismo per Venezia
Il presidente della Regione del Veneto, Giancarlo Galan, ha espresso la sua posizione sull'approvazione della Legge speciale per Venezia. Ha criticato le dichiarazioni dei ministri Sandro Bondi (Beni Culturali) e Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) che hanno parlato della necessità di evitare "ogni forma di cannibalismo" difendendo il Mose, ma anche la specificità della città che ha bisogno di fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Galan ha sottolineato che non possiamo più permetterci una Legge speciale che sia una vera e propria forma di assistenzialismo e che i soldi stanziati in sede di Comitatone devono essere utilizzati per gestire la fase successiva dellacqua alta del 1 dicembre.
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