La maggioranza (sette voti) approva il cambio di destinazione La stalla può diventare abitazione. Il consiglio comunale, non senza polemiche, ha approvato un piano integrato che consente all'assessore Annita Angelinetta di recuperare a fini abitativi un rustico in località Mellia. Dall'aula si erano già assentati Mauro Robba e Moreno Carboni e, prima del voto, se ne sono andati per protesta anche Francesco Motti e Roberto Libera: «Quell'immobile è accatastato come stalla e, come risulta anche dal regio decreto, che ho citato in aula, non è consentita la trasformazione in abitazione - rimarca quest'ultimo - . Ma c'è di più: la stalla si trova in un'area che è all'interno di un reticolo idrico minore, dove non è consentito alcun intervento edilizio». Alla fine, tenuto conto che l'assessore Angelinetta ha dovuto lasciare l'assemblea per ovvi motivi di incompatibilità, i votanti sono risultati soltanto sette, tutti a favore. «Premesso che non condivido l'abbandono dell'aula prima della votazione, mi permetto di far notare che l'amministrazione non intende affatto trasgredire le regole per favorire un proprio componente - chiarisce l'assessore Angelo Quarenghi - . Secondo il professionista incaricato (l'architetto Mariaelena Sgroi, ndr) il progetto risulta del tutto regolare da un punto di vista urbanistico; dopo l'approvazione in consiglio abbiamo comunque 30 giorni per analizzare tutte le osservazioni avanzate e valutare se esistono effettivamente delle incompatibilità». È passato, sempre con i soli voti della maggioranza, anche il piano integrato per lo sviluppo del lido. I cinquemila metri cubi di edificazione prevista per il privato vengono destinati ad hotel, con possibilità di destinarne una quota (fino al 50) a residenza turistico-alberghiera. È la soluzione scelta su proposta dell'assessore Angelo Quarenghi: «C'è da chiedersi - ha commentato quest'ultimo in aula - chi realizzerebbe un albergo di cinquemila metri cubi in un territorio che non ha comunque molto da offrire ai turisti». Considerazione che non ha trovato affatto d'accordo Mauro Robba (Dongo Nuova), secondo il quale l'Alto Lario ha prerogative paesaggistiche e artistiche tali da richiedere strutture ricettive ad ampio respiro: «Rta significa appartamenti per vacanza - ha aggiunto lo stesso consigliere di minoranza - e dopo cinque anni il proprietario ha l'opportunità di trasformarli in abitazioni a tutti gli effetti». Pericolo avvertito anche da Francesco Motti (Insieme per la comunità): «L'area del lido è a dir poco appetibile. Se davvero vogliamo destinarla allo sviluppo turistico, evitiamo di prestare il fianco agli speculatori». Secondo Moreno Carboni (Dongo Nuova) l'opportunità turistica concessa, anche senza rta, non limita affatto il privato, mentre l'amministrazione è convinta che escludere del tutto la rta significhi precludere l'interesse dei potenziali investitori.
DONGO E la stalla dell'assessore divenne una bella casa
Il consiglio comunale ha approvato un piano integrato per lo sviluppo del lido, che prevede la realizzazione di cinquemila metri cubi di edificazione per hotel con possibilità di destinare una quota fino al 50% a residenza turistico-alberghiera. L'approvazione è stata ottenuta con la maggioranza dei voti, ma ci sono state polemiche e critiche da parte di alcuni consiglieri. L'assessore Annita Angelinetta ha recuperato a fini abitativi un rustico in località Mellia, che era stato approvato con la stessa maggioranza. L'immobile si trova in un'area con regole restrittive e non è consentita la trasformazione in abitazione.
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