Da Milano a Potenza le inchieste sul "partito" degli assessori La mappa La giunta di Firenze scossa dalla vicenda dellarea di Castello MILANO - Così fan tutti. E chi pensava che dopo Tangentopoli ci sarebbe stata una frenata non ha fatto i conti con la debolezza umana davanti a una bella mazzetta di denaro. La corruzione, che accompagna la "Res publica" fin dai tempi dei Romani, non se ne è certo andata dal suolo italico con gli anni novanta, ma continua a imperversare senza distinguere troppo gli idiomi regionali e gli schieramenti politici. Da Milano a Napoli, da Genova a Firenze, da Pescara a Potenza - e certamente si tralascia qualche altro focolaio del "morbo" - corrompere per ottenere favori è più che unabitudine, è un costume del quale non sembra si possa fare a meno se si vuole mettere su impresa. Piccola o grande che sia. A Milano, lex capitale morale dItalia, la procura ha scoperto un giro di presunte tangenti per aggiustare pratiche edilizie. Bastava allungare qualche centinaio di euro ad alcuni tecnici del Comune per sveltire una ristrutturazione di una mansarda o per trovare una scorciatoia per un abuso edilizio. Per primeggiare nel campo dei funerali, invece, molte aziende, tra cui le onoranze funebri San Siro, sarebbero ricorse alla corruzione degli infermieri delle camere mortuarie per indirizzare i cari degli estinti ai propri call centre. Un modo di fare business diffuso anche a Bari e a Roma, così come ha interessato non solo la provincia di Milano, ma anche molti altri Comuni dItalia il fenomeno dei semafori truccati, quelli dalle multe facili, appaltati a varie amministrazioni previa una "oliatura" degli ingranaggi autorizzativi. A Torino, un giro di mazzette e favori scambiati tra rappresentanti di case farmaceutiche, mediatori, lobbisti e pubblici funzionari, ha messo nei guai lAifa, lAgenzia italiana del farmaco. Secondo uninchiesta della magistratura, bastava pagare per lasciare in circolazione più del dovuto i propri farmaci o per ottenere velocemente lautorizzazione alle modifiche di alcuni prodotti. Il personaggio chiave del troncone di indagine rimasto in città, dopo la trasmissione a Roma di gran parte degli atti, è lex parlamentare leghista Roberto Ceresa, manager della Bayer, grande tessitore di relazioni e di contatti. A Genova, lultimo scandalo legato alla corruzione ha preso il nome di Mensopoli. Qui, gli inquirenti hanno ricostruito una fitta rete, in cui sarebbero implicati gli ex consiglieri ds Massimo Casagrande e lex portavoce del sindaco Stefano Francesca, per truccare alcuni appalti ospedalieri e scolastici, tangenti che hanno permesso allimprenditore Roberto Alessio di aggiudicarsi il business della ristorazione tra Savona e Genova. Nel centro Italia le cose non vanno diversamente. Lurbanizzazione dellarea di Castello, alla periferia nord ovest di Firenze, sta scuotendo lintera giunta comunale. Larea appartiene alla Fondiaria Sai del gruppo Ligresti, ed è stata sottoposta a sequestro preventivo. La procura ipotizza che vi siano stati episodi di corruzione e ha messo sotto inchiesta, oltre a Salvatore Ligresti e quattro suoi collaboratori, due assessori comunali: Gianni Biagi (urbanistica) e Graziano Cioni (sicurezza sociale). Nel corso delle trattative con il Gruppo Ligresti, linteresse pubblico sarebbe stato sacrificato a quello dei privati, soprattutto per collocare il nuovo stadio di calcio proposto da Diego Della Valle, patron della Fiorentina, nel parco previsto nel nuovo insediamento di Castello, dove oltre a edifici privati dovevano andare Regione e Provincia. In riva allAdriatico, a Pescara, ha lavorato la grande rete dellex sindaco, Luciano Alfonso: attraverso il suo uomo e tesoriere del Comune, Guido Dezio, avrebbe raccolto almeno 150 mila euro in nero come frutto di una capillare e sistematica corruzione e concussione. Per dirla con il gip, «una squadra dazione» (sindaco, capo di gabinetto, portavoce, tesoriere), di cui sarebbero documentate malversazioni nei confronti di almeno 15 aziende, soldi destinati a finanziare ora la «Margherita», ora la campagna per lUnione del 2006, ora limmagine dello stesso DAlfonso e i suoi desideri. Qualche mese prima, sempre a Pescara era toccato a Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo, travolto dalle confessioni dellimprenditore della sanità Vincenzo Angelini: «Sì è vero, giudice: ho pagato questi signori. Li ho pagati altrimenti mi avrebbero fatto chiudere». Si tratterebbe di tangenti per lavorare nel settore ospedaliero. Nel sud, i casi più recenti e roboanti. A Napoli, limmobiliarista Alfredo Romeo ha dato nome a un sistema di corruzione capillare che secondo laccusa avrebbe ramificazioni in tutta Italia, ma che per il momento ha gettato nel panico solo il Comune guidato da Rosa Russo Iervolino. Per i pm, Romeo è «lo scrittore, lo sceneggiatore, il regista, lattore, il protagonista e il beneficiario finale» di un «sistema» elementare, meglio noto come un "do ut des". A Potenza il pm John Henry Woodcock ha denunciato presunte tangenti pagate da un imprenditore, Francesco Ferrara, e dalla Total a politici e funzionari regionali per gestire gli affari nello sfruttamento del petrolio della Basilicata. Tra gli indagati il deputato Salvatore Margiotta (Pd) e il presidente della Provincia, Carmine Nigro (ex Udeur).
URBANISTICA E GRANDI OPERE: Farmaci, grandi opere, cimiteri ecco lItalia delle tangenti
La corruzione è un problema diffuso in Italia, coinvolgendo vari livelli di governo e settori diversi. Da Milano a Potenza, sono stati scoperti diversi casi di corruzione, tra cui tangenti per favori, truccati semafori, corruzione nella sanità e nella ristorazione. A Firenze, la giunta comunale è stata scossa dalla vicenda dell'area di Castello, dove è stato scoperto un giro di corruzione e favori scambiati tra rappresentanti di case farmaceutiche e pubblici funzionari. A Pescara, il sindaco Luciano Alfonso è stato accusato di corruzione e malversazioni di denaro.
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