I costruttori: box privati per coprire i rincari. Oggi vertice in Comune Simini: "La città non può più permettersi di avere un cantiere fermo, non va perso altro tempo" Sono passati oltre quattro anni da quando fu firmata la convenzione per costruire il parcheggio sotto le acque della Darsena. E adesso, dopo ritardi e polemiche, scavi archeologici e battute darresto, Palazzo Marino vuole andare avanti. «Perché la città non può più permettersi di avere un cantiere fermo», avverte lassessore ai Lavori Pubblici Bruno Simini. Per questo lamministrazione cerca un accordo e ha fissato oggi un incontro con i costruttori dellopera in project financing. Che puntano a realizzare un numero inferiore di posteggi a rotazione rispetto ai 700 previsti e una parte in più di box per residenti per coprire i costi lievitati nel tempo. Il più possibile: anche un numero superiore ai 300, che avevano già chiesto di vedere approvati in passato. «Sfioriamo i 10 milioni di costi aggiuntivi - dice il promotore storico, Giuseppe Villoresi -. La soluzione ottimale sarebbe avere a disposizione mille posti, di cui la metà dedicati agli abitanti: le prenotazioni sono già 400, le richieste arrivano a 600». Ma Simini è chiaro: «Il Comune può decidere in base al piano urbano parcheggi in vigore, che assegna in zona una necessità di 1000 posti: 700 a rotazione e 300. Sono queste le condizioni entro le quali cercare una soluzione, in attesa del nuovo piano. Dobbiamo fare tutti uno sforzo, ma è certo che non possiamo più perdere tempo». È il rebus più complicato, quello della Darsena. Il più contestato, tra i progetti di grandi posteggi sotterranei. Lultimo ancora da sbloccare dopo che, ricorda Simini, «siamo riusciti a far ripartire in pochi mesi cantieri che paralizzavano Milano». Prima è toccato a piazza Meda, dove gli operai sono tornati al lavoro a settembre. Poi a piazza XXV Aprile, a fine novembre. Nei giorni scorsi a piazza SantAmbrogio: le ruspe dovrebbero ripartire ad aprile. Manca soltanto la Darsena. E qui, la soluzione, è complicata anche da opinioni divergenti allinterno dei componenti (Bonatti di Parma, Consultecno e Auto Ariberto) della stessa società. «Stiamo facendo i calcoli, molto complessi, per valutare i costi aggiuntivi e presentare un nuovo riequilibrio economico e finanziario unitario allamministrazione - dice Ezio Pellegrini, il presidente di Progetto Darsena spa, la società concessionaria - Le valutazioni finali devono essere ancora tirate, ma sicuramente le condizioni sono diverse. Non solo abbiamo avuto le spese per gli scavi, riprogettazioni successive e il lungo stop, ma cè stato Ecopass, ad esempio, e oggi la realtà del traffico non è più quella di due anni fa». Le ipotesi valutate in questi mesi dai promotori privati sono diverse, ma un punto è fermo: avere la possibilità di costruire garage per residenti. Il punto è: quanti? Il Comune dice 300, oltre ai 700 posti a rotazione. Il futuro gestore fisserebbe le quote in 350 pubblici e 300 privati. «Personalmente - continua Villoresi - credo che dovremmo rispettare limpegno dei 700 a rotazione e trovare una soluzione condivisa. La migliore sarebbe dividere i mille posti: 500 a pagamento e 500 per gli abitanti». Stime e calcoli, che dovranno arrivare sul tavolo dellamministrazione. Per riprendere la trattativa. Con lassessore Simini, che guarda anche lorologio e ribadisce: «Ci eravamo fissati un termine per sbloccare il progetto: la fine dellanno. Spero che potremo trovare quanto prima un accordo, ma adesso dobbiamo partire in ogni modo».
MILANO - URBANISTICA: "Darsena, costi extra per 10 milioni"
Il Comune di Milano cerca di risolvere il progetto di costruzione del parcheggio sotterraneo sotto la Darsena, che è stato ritardato e controverso. Lassessore ai Lavori Pubblici Bruno Simini ha fissato un incontro con i costruttori per cercare un accordo. I costruttori puntano a realizzare un numero inferiore di posteggi a rotazione rispetto ai 700 previsti e una parte in più di box per residenti per coprire i costi lievitati nel tempo. Il Comune può decidere in base al piano urbano parcheggi in vigore, che assegna in zona una necessità di 1000 posti: 700 a rotazione e 300.
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