Il sindaco di Cassinetta: "Smog, auto e cemento di qui non passeranno" Compreremo lotti di terreno per bloccare tutto Mi appellerò allUnesco e valuterò ogni cavillo: temo non solo il traffico ma gli autogrill e i capannoni per i quali fioccano già richieste Domenico Finiguerra, 37 anni, da sei sindaco di Cassinetta di Lugagnano, la cittadina di 1800 abitanti dentro il Parco del Ticino, che cosa farete ora che lAnas ha dato il via libera al progetto? «Ci sentiamo come il villaggio di Asterix: continueremo a opporci con ogni mezzo possibile. Questa infrastruttura è una vera e propria autostrada, un asse di penetrazione per urbanizzare zone ancora integre ed incontaminate. Uno scempio». Lo vede come il primo passo verso la cementificazione selvaggia, quindi? «È ovvio. Chi acconsente oggi non si rende conto delle responsabilità che si assume. Già piovono richieste di costruire autogrill, outlet e capannoni. Io sono molto preoccupato perché hanno ceduto tutti, tranne Albairate». Che è anche il comune più colpito dalla congestione del traffico. Secondo Anas la tangenziale migliorerà la viabilità. È daccordo? «Per alleggerire il carico bisogna intervenire in altro modo, con circonvallazioni o rotonde. Non con unautostrada che, con un milione di tonnellate di traffico allanno, avrà leffetto opposto: tutti passeranno di qui anziché andare a incastrarsi a Rho-Pero». Il progetto che cosa comporta per il vostro territorio? «La strada passerebbe a poche decine di metri da case e cascine. Il ministero dellAmbiente aveva chiesto che passasse in superficie per non danneggiare il canale irriguo di Leonardo. I Beni culturali, invece, vogliono che sia interrata perché siamo a 200 metri dal Naviglio grande. Non si sa nulla». I cittadini che ne pensano? «Già nel 2003 abbiamo raccolto 14mila firme contrarie. E altre istituzioni si oppongono». Per esempio? «LUnesco nel 2003 criticò fortemente il progetto al punto di minacciare il ritiro del titolo di riserva della Biosfera. Ci sono procedure aperte con Bruxelles per il mancato rispetto delle valutazioni dimpatto ambientale. E la Commissione europea ha minacciato di aprire una procedura dinfrazione». Che cosa farete, dunque? «Anzitutto riproporrò lesposto allUnesco. Esaminerò con la lente dingrandimento ogni cavillo legale per evitare il primo passo verso la fine. In più, per impedire procedure desproprio, stiamo valutando con alcuni comitati "no Tav" di acquistare lotti di terreno in proprietà indivisa. Così che serva il parere di tutti quanti per comprarli». (i.c.)