L'APERTURA Un edificio del Cinquecento con tecnologia del futuro VENEZIA - (L.P.) Ieri, all'inaugurazione di Palazzo Grimani, è stata una gran festa e un coro unanime di riconoscimenti per i tutti i soprintendenti, in primo luogo Renata Codello, che ha diretto il restauro e Giovanna Nepi Sciré che ha curato l'allestimento del museo. Dal ministro Sandro Bondi all'assessore regionale Renato Chisso, che si era preparato un discorso, ma che di fronte a tanta bellezza, ha dichiarato che non poteva far altro che ringraziare per il risultato ottenuto. Da parte sua, il sindaco Massimo Cacciari, nel riconoscere al ministro Bondi il suo impegno verso la città, ha auspicato che, una volta aperto il museo, questo possa vivere, entrando a far parte del sistema dei musei veneziani. «Siamo stati i primi ha dichiarato - a varare il biglietto unico per quelli di piazza San Marco. Il fatto che esista, ora, una Fondazione faciliterà questo tipo di accordi». Elogi anche da parte del presidente della provincia, Davide Zoggia. L' applauso più caloroso, però, l'ha riscosso lo storico dell'arte, Wolfgang Wolters che ha rimarcato come il restauro di palazzo Grimani, è già diventato un modello anche fuori d'Italia. Già proprietà dell' Olivetti, Palazzo Grimani fu acquistato in un gravissimo stato di degrado, dallo Stato nell'ormai lontano 1981 e ha richiesto un investimento complessivo di 10 milioni di euro. È un magnifico e atipico palazzo del Rinascimento. Un tale palazzo meritava il massimo rispetto, ovvero niente canalette per fare passare i fili, niente prese della luce, il tutto concentrato in avveniristici totem tecnologici che servono al riscaldamento, alla climatizzazione, regolano il sistema di sicurezza e l'illuminazione. Come sperimentale e avveniristico è il sistema installato nel cortile per affrancare l'edificio dall'acqua alta vasche in acciaio e cemento, pompe di drenaggio. Il collaudo, involontario, ma positivo, lo scorso 1 dicembre. C' è anche un ascensore per disabili.Dal 2001, con la creazione del polo museale, il palazzo è stato indicato come quinto museo statale veneziano, in stretta connessione con l'archeologico di piazza San Marco. La soprintendente Giovanna Nepi Scirè non ha voluto sguarnire quest'ultimo, dove notoriamente si trova la maggioranza della collezione di statue antiche dei Grimani, limitandosi a far rientrare la statua di Ganimede che, dopo quasi mezzo millennio, ritorna a pendere, inondata dalla luce dal soffitto della celebre lanterna di marmo. Come ritorna a casa un altro capolavoro, i quattro dipinti delle Visioni dell'aldilà di Hieronymus Bosch, già in prestito a Palazzo Ducale. Sono i due gioielli di una collezione che vuol ricostruire il gusto dell'epoca e dei Grimani.Le visite sono contingentate, con un massimo di 25 persone per volta, tutti i giorni tranne il lunedì. Per prenotare: 041 5200345. Fino al 6 gennaio ingresso gratuito per i veneziani. Occorre prenotare ed esibire un documento.
VENEZIA - Palazzo Grimani quinto "gioello" del polo museale cittadino
Ieri è stata inaugurata Palazzo Grimani a Venezia, dopo un restauro di 10 milioni di euro. Il palazzo, del Cinquecento, è stato acquistato dallo Stato nel 1981 e ha richiesto un investimento massiccio per essere riportato in condizioni di conservazione. Il restauro è stato diretto da Renata Codello e l'allestimento del museo da Giovanna Nepi Sciré. Il palazzo ospita una collezione di arte e oggetti del Rinascimento, tra cui quattro dipinti di Hieronymus Bosch. Le visite sono contingentate e richiedono prenotazione. Fino al 6 gennaio, l'ingresso è gratuito per i veneziani.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo