FIRMATO IL PROTOCOLLO D'INTESA PER IL CENTRO DI RESTAURO DELL'ARTE CONTEMPORANEA Per il ministro veneziano: «Anche a Porto Marghera si punti sulla riconversione secondo un criterio di caos virtuoso» Venezia Tre parole per definire i nuovi orientamenti di Venezia. Anzi di Arsenale e Porto Marghera: "Serve un caos creativo e virtuoso. Del resto la città è da sempre luogo di memoria, di sfida al presente con un occhio al futuro e proiettati nel futuro. E da tutto questo si deve ripartire per rimettere al centro questi due grandi spazi urbani». Renato Brunetta ha approfittato della firma del protocollo d'intesa per la realizzazione alle Tese dell'Arsenale del progetto del Centro di restauro dell'arte contemporanea in collaborazione tra l'Arsenale spa e il ministero per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, per delineare le sfide che attendono la Serenissima. Ed è stato nella sede della società in Piazza San Marco, accolto dal suo presidente Roberto D'Agostino, che il ministro non solo ha indicato le prospettive che aspettano la città d'acqua e quella di terraferma, ma ha voluto sottolineare l'importanza di questa singolare "joint venture" che consentirà di creare nell'antico «Arzanà de' Viniziani» un polo di eccellenza nel settore dell'illuminotecnica, dell'elettronica e dell'innovazione tecnologica legata al tema della conservazione, ricerca e sviluppo, anche in forma telematica, di tecnologie per la tutela, salvaguardia e archiviazione dei beni culturali. Inoltre in quest'area ci saranno una biblioteca specializzata e un centro di documentazione per la raccolta di testi e materiali inerenti il restauro e la conservazione dei beni artistici. «Entro tre mesi - hanno detto Brunetta e D'Agostino - sarà pronto il progetto di fattibilità. Poi si dovranno trovare contemporaneamente le risorse per far funzionare il Centro e i percorsi culturali relativi. Questo luogo, così come Porto Marghera, deve diventare un "arzanà" dei presente e del futuro». Al progetto saranno coinvolti anche le università veneziane e l'Accademia di Belle Arti oltre ad altre importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali. «Venezia è anche città del contemporaneo - ha spiegato D'Agostino - noi vogliamo solo rafforzare questo ruolo di città animatrice della ricerca artistica contemporanea unendola ad attività di alta specializzazione». «Se l'Arsenale deve essere luogo della memoria - ha concluso il ministro - e dall'altro lato della modernità e poi della salvaguardia, della mescolanza tra manifattura ed arte, tra contemporaneo, passato e futuro, ben venga la caoticità virtuosa nella quale le buone idee hanno diritto di cittadinanza». P.N.D.
VENEZIA - L'Arsenale diventi il cuore della creatività veneziana
Il ministro Renato Brunetta ha firmato un protocollo d'intesa per la realizzazione del Centro di restauro dell'arte contemporanea alle Tese dell'Arsenale di Venezia. Il progetto, in collaborazione tra l'Arsenale spa e il ministero per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, mira a creare un polo di eccellenza nel settore dell'illuminotecnica, dell'elettronica e dell'innovazione tecnologica legata alla conservazione, ricerca e sviluppo di tecnologie per la tutela, salvaguardia e archiviazione dei beni culturali. Il centro sarà dotato di una biblioteca specializzata e un centro di documentazione.
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