«Mi batterò perché il 3 per cento dei finanziamenti stanziati per il Mose, che spetta per legge al Ministero dei Beni Culturali, rimanga a Venezia». Parola del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, che ieri ha presenziato all'inaugurazione del restauro di Palazzo Grimani. Se il Cipe, nella sua seduta dello scorso 18 dicembre, ha stanziato per il Mose 800 milioni e se la promessa del ministro Bondi potrà essere mantenuta, ai beni culturali veneziani sarebbero destinati, in questo modo, 2.4 milioni di euro. «Rappresenterà una risorsa aggiuntiva da destinare ai restauri», precisa Bondi. Nel frattempo si è attivato un coordinamento cittadino trasversale a varie istituzioni, dalle due università, alle soprintendenze, alla magistratura, al Fondo per l'ambiente italiano (Fai) che sta mettendo a punto un documento da presentare ai margini del Comitatone, previsto per il prossimo 23 dicembre. Nel documento si indicherebbero le priorità nel campo dei restauri, allo scopo anche di dare soluzioni a problemi ormai incancrenitesi nel tempo, come quello della cittadella della giustizia. Ma nel frattempo, a dare fiato alle speranza del Comune, il ministro Bondi promette anche di battersi per un rifinanziamento della Legge speciale. Ne avrebbe dato assicurazione al governatore del Veneto, Giancarlo Galan. Insomma ci sono notizie molto buone per quanto riguarda la salvaguardia e la cultura a Venezia dove, in questa settimana, grazie ai finanziamenti pubblici, sono stati restaurati e riaperti due importanti edifici come Ca' Giustinian, consegnato alla Biennale, e Palazzo Grimani, restituito alla città. «É segno ha commentato Bondi che in questa città, ma anche nel resto del Paese, c'è un rinnovato interesse per la cultura, nonostante le scarse risorse. D'altra parte l'Italia è riconosciuta, a livello internazionale, come una potenza culturale, di cui i sovrintendenti sono gli ambasciatori». Ieri, comunque, era una grande festa e dunque soprattutto bisognava festeggiare. «Sono qui per ringraziare i sovrintendenti che sono gli artefici e i protagonisti di questo miracoloso recupero di questo splendido palazzo. Quando sono stato nominato come ministro sapevo che all'interno del mio ministero c'erano eccellenti persone, autorevoli, competenti e generose nel loro lavoro. Ed oggi ne ho la riprova». Bondi ha anche sottolineato come un successo, come quello di palazzo Grimani, è il risultato di una continuità politica, istituzionale e amministrativa, al di là dei cambiamenti di governo e ha citato il suo predecessore, Francesco Rutelli. Ha poi assicurata che la riforma, varata dal suo ministero, con l'istituzione di un supermanager per i musei nella persona di Mario Resca, già presidente della McDonald's Italia, non deve essere interpretata come prova di sfiducia nei confronti delle soprintendenze. «Tutti sanno che aborro l'idea della mercificazione della cultura». ha aggiunto. Piuttosto, precisa, il direttore generale sarà al servizio delle diverse sovrintendenze. Dopo aver ringraziato Renata Codello, Biondi si è rivolto a Giovanna Nepi Scirè, prossima alla pensione, ringraziandola per il lavoro svolto e dicendosi certo che il suo ministero avrà bisogno, ancora in futuro, del suo contributo. Lidia Panzeri
VENEZIA - il 3 dei finanziamenti per il Mose rimanga a Venezia
Il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, ha promesso di battersi per mantenere il 3 per cento dei finanziamenti per il Mose a Venezia. Il Cipe ha stanziato 800 milioni per il progetto, ma Bondi ha detto che i 2,4 milioni destinati ai beni culturali veneziani sarebbero una risorsa aggiuntiva per i restauri. Un coordinamento cittadino ha iniziato a lavorare per identificare le priorità per i restauri, tra cui la cittadella della giustizia. Il ministro ha anche promesso di battersi per un rifinanziamento della Legge speciale. Il Comune di Venezia ha apprezzato le notizie positive per la cultura e ha ringraziato i sovrintendenti per il recupero di Palazzo Grimani.
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