Quanto traspare dalle intercettazioni telefoniche a proposito della corruzione di cui sono accusati esponenti locali del Pd appare assai inquietante Quanto traspare dalle intercettazioni telefoniche a proposito della corruzione di cui sono accusati esponenti locali del Pd appare assai inquietante. A fare impressione non sono i fatti, sui quali dovrà fare luce la magistratura valendo nel frattempo la presunzione di innocenza degli inquisiti. Preoccupa invece lo stile di governo di alcuni ceti dirigenti che sembrano legati ad ambienti economici in una fitta trama di scambi e favori personali. Ciò che emerge è l'esaurimento di una eredità politica, quella del Pci, con una diversa caratura morale che ne giustificava, sotto tale profilo, la "diversità". La fine delle ideologie, l'affievolimento dei principi-guida, l'inaridimento della partecipazione hanno dissolto i legami collettivi e il controllo interno degli iscritti che facevano del partito di massa il tessuto connettivo vitale tra la società e le istituzioni. I partiti attuali esprimono piuttosto la crisi etica di un Paese che non si scandalizza più per i rapporti perversi tra politica e affari e rimane indifferente di fronte alla cementificazione delle città, alla distruzione del paesaggio e allo scempio dell'ambiente. È un'illusione pensare che il ringiovanimento della classe dirigente possa por rimedio a tale stato di cose: abbiamo tutti sotto gli occhi tanti esempi di giovani spregiudicati quanto gli anziani. Anzi le generazioni precedenti avevano a modello politici integerrimi come De Gasperi, Vanoni o La Pira. Gli altri partiti non vanno esenti da tali mende, ma il Partito Democratico sembra far notizia solo per lo scontro interno e per le inchieste giudiziarie che coinvolgono la sua classe dirigente in alcune importanti città: Firenze, Napoli, Genova. Il nuovo partito è nato dall'assemblea di forze politiche alternative per visione etica e tradizione e, in mancanza di una seria elaborazione culturale, non è sinora riuscito a darsi una identità riconoscibile. Mentre la componente popolare ha conservato un ancoraggio etico di ispirazione cristiana, la maggioranza, dopo il fallimento dell'esperienza comunista, ha abbracciato il soggettivismo individualista che identifica nel bene del singolo il progresso della società. Di qui l'abbandono dei progetti di riforma delle città e della società e la riduzione della politica e gestione dell'esistente. Si sta affermando un nuovo modello spregiudicato in cui ciò che conta sono i risultati, gli interessi di parte e non il bene comune. La competenza, la correttezza morale, il senso della solidarietà e il gusto per l'innovazione cedono il posto alla esigenza pratica di raccogliere voti anche con l'utilizzo di personaggi discutibili e con mezzi poco ortodossi. Ma il tal modo non solo non si vince, ma si rinuncia in partenza alla trasformazione della società. La ricerca di un nuovo modello di partito non si esaurisce in formule suggestive e astratte come il "partito federalista" o il "partito del Nord". Ciò che serve è semplicemente un partito veramente democratico dove la base degli iscritti possa realmente contare, le scelte vengano discusse e condivise, la selezione della classe dirigente sia partecipata e non affidata al meccanismo delle "primarie", deresponsabilizzanti e pilotate dall'alto come fossero un plebiscito. Il Partito Democratico deve decidere che tipo di forza politica vuole diventare dal punto di vista dei contenuti ideali e programmatici, dell'organizzazione interna e della comunicazione.
URBANISTICA: Il Partito Democratico e la crisi della politica
Il Partito Democratico è accusato di corruzione e di essere legato ad ambienti economici. La corruzione è un problema che affligge anche altri partiti. La crisi etica del Paese è dovuta all'affievolimento dei principi-guida e all'inaridimento della partecipazione. Il Partito Democratico deve decidere di diventare una forza politica veramente democratica, con una base di iscritti che possa contare e una selezione della classe dirigente partecipata. La ricerca di un nuovo modello di partito non si esaurisce in formule suggestive, ma richiede un cambiamento reale. Il Partito Democratico deve decidere di diventare un partito che si concentri sul bene comune e non solo sui risultati e gli interessi di parte.
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