Doveva costare 8milioni e 450mila euro. Siamo già arrivati a 14 milioni. La denuncia di Anna Bettella «Se a qualcuno di noi chiedessero un preventivo per fare la casa e da quota 100 si passasse a 160 licenzieremmo tutti» dice Anna Bettella. «Invece per il centro culturale di via Altinate si è proceduto come niente fosse». Risultato? In quattro anni da 8 milioni e mezzo si è arrivati a 14 milioni. Ecco come. Il progetto per la sistemazione è deciso il 15 dicembre del 2000 dalla Giunta Destro. È dell'architetto Antonio Draghi che prende 922 milioni per farlo, una cifra molto alta. La Giunta il 18 marzo del 2004 lo approva e finanzia per 10milioni e 845mila euro. Il 5 maggio del 2005 vengono affidati i lavori all'impresa "Carron cav.Angelo spa" che vince l'appalto con un ribasso d'asta del 12,5 per cento, dunque siamo a 8milioni e 450mila euro. E qui comincia la vera storia. Nel maggio del 2006 il settore Edilizia monumentale vara la prima perizia di variante. Si dice, a costo zero. Perché? «Scrivono che c'è una maggiore spesa per i micropali. Ma che risparmieranno sui lavori per i controsoffitti». La seconda variante arriva appena dopo tre mesi. Ed è motivata da "eventi non prevedibili in fase di progettazione" come per esempio il fatto che la ditta si è accorta che per sistemare bene i solai occorrono più soldi. Apparentemente però non si spende un euro di più. Vedremo dopo come andrà a finire. Nel maggio del 2007 una delibera di Giunta santifica la terza perizia di variante anche qui per cause impreviste e imprevedibili ad esempio, "la sorpresa archeologica non prevedibile in fase di progettazione". Poi ci sono altre grane come la vicinanza della falda e l'adeguamento dei serramenti. «E qui si comincia a pagare, 2milioni e 549mila euro in più. Ma domando: era così impossibile capire nel progetto che ci sarebbero state di queste sorprese?». Non finisce qui. La ditta Carron si incavola per i ritardi dello scavo archeologico e chiede 1milione e 711mila euro di danni. Nell'ottobre del 2007 si arriva ad un accordo bonario per 205mila euro. Pochini, ma non saranno gli ultimi che riceverà.Nel gennaio 2008 perizia numero quattro. Le tinteggiature e le rifiniture richiedono più soldi, compensati, si legge, dal "minor onere per i lavori in economica e da un risparmio sulle nuove murature". Passa un mese e arriva puntuale la perizia numero 5. Siccome prima nessuno se n'era accorto ci sono da pagare i rivestimenti, i sanitari, i pavimenti le tinteggiature della sala cinema. La formula è "visto che il progetto non prevedeva in dettaglio l'esecuzione di tutte le opere necessarie all'utilizzo degli spazi al piano interrato..." alla ditta Carron vanno 600mila euro. Altri 250mila si spendono per i primi arredi. E siamo all'ultima, fino ad ora. Il 29 luglio di quest'anno è il turno della perizia numero 6, che aumenta le spese di ben 2milioni e 111mila euro, sempre alla ditta Carron per le solite situazioni imprevedibili "legate alla natura e specificità del bene". E qui arriva il bello. La spesa serve al "completamento delle parti edili e impiantistiche del piano secondo e terzo, lasciate al grezzo per carenza di fondi a seguito della necessità di finanziare prioritariamente i lavori delle perizie n.2 e 3". «Ma una non doveva essere a costo zero?» ricorda la Bettella. «Io chiedo che qualcuno controlli se questo progetto sia stato insufficiente oppure se c'è qualcuno che ha fatto il gioco delle tre carte con le varianti...»