Via libera alla prima parte del restauro di registri e atti comunali che vanno dal '500 agli anni '30 del '900 I volumi e i documenti erano stati abbandonati nei locali della Fondazione Fioroni che si farà carico dell'intervento L'umidità, la polvere e i parassiti che stanno distruggendo gli atti dell'archivio storico del Comune hanno i mesi contati. E non si correrà più il pericolo che vada irrimediabilmente perduta un'importante testimonianza della vita amministrativa, sociale ed economica del capoluogo della Bassa racchiusa tra gli inizi del Cinquecento ed il 1930. Sta infatti per partire la prima tranche del restauro dei documenti che, dopo il bombardamento del vecchio municipio situato in piazza della Libertà, vennero trasferiti nell'ex ospedale di Corso della Vittoria fintantochè l'amministrazione non decise di affidarli in deposito alla Fondazione Fioroni, la quale è ora in procinto di recuperarli. Con l'obiettivo di indagarne il contenuto e di renderli consultabili a storici, ricercatori, studenti e semplici appassionati senza il rischio di sfaldarli e di danneggiarli ulteriormente. Tutto ciò sulla scorta di due convenzioni: la prima siglata nel 1973 e riguardante gli atti relativi agli anni compresi tra il 1517 ed il 1840; la seconda stipulata nel 1985 e concernente la documentazione risalente al periodo racchiuso dal 1840 al 1930. Accordi integrati due anni fa dall'intesa sottoscritta tra palazzo de' Stefani ed il consiglio che gestisce la «creatura» di Maria Fioroni in base alla quale la Fondazione «ha l'obbligo di garantire la buona conservazione dei documenti storici del municipio secondo le disposizioni della Soprintendenza archivistica del Veneto». «Un impegno oneroso e non facile da gestire», sottolinea Clara Scapin, assessore alla Cultura, «che la Fondazione riuscirà finalmente a concretizzare, seppur per stralci, grazie ad un contributo di 11.200 euro assegnato dalla Regione e cofinanziato dal Comune per un importo equivalente. Con l'opportunità di strappare così ad un incalzante degrado, che alla lunga rischia di deteriorarlo, un patrimonio interessante più dal punto di vista storico che ammnistrativo». Il corposo progetto di restauro, messo a punto dal direttore della Fondazione Andrea Ferrarese con l'archivio di Stato di Padova, ha già ottenuto l'ok dalla Soprintendenza ai beni archivistici e partirà agli inizi del 2009 per concludersi poi nel giro di sei mesi. In questa prima tranche verranno restaurati sette registri degli atti consiliari compilati tra il periodo veneziano e la prima metà dell'Ottocento, quattro registri contenenti le lettere al Nunzio del Comune ed una decina di libri expensarum (contabili). «Il recupero, che sarà affidato nei prossimi giorni ad una ditta specializzata», informa Ferrarese, «interesserà in questa fase i documenti maggiormente danneggiati, inclusa una parte dei 100 registri più antichi, di formato 40 centimetri per 60 e composti ciascuno da circa 300 pagine, che vanno dagli inizi del Cinquecento alla caduta della Repubblica. Tutto il materiale, fatta eccezione per alcune ricerche effettuate da don Cirillo Boscagin e da altri storici locali, è praticamente vergine e rappresenta perciò una miniera d'oro per la ricostruzione della storia locale». Dal restauro dell'archivio, che sarà completato poi nel corso di altri tre stralci, potrebbero quindi scaturire avvenimenti e particolari inediti succedutisi in città tra il XVI secolo ed il primo dopoguerra, che permetteranno di ricostruire in maniera scientifica 400 anni di vita della comunità legnaghese. A cominciare dalla costruzione della fortezza che occupa largo spazio negli antichi documenti comunali.
LEGNAGO. Salvato l'archivio storico di palazzo de' Stefani
Il Comune di Legnago ha dato via libera alla prima parte del restauro dei registri e atti comunali che risalgono dal '500 agli anni '30 del '900. I documenti erano stati abbandonati nella Fondazione Fioroni, che si farà carico dell'intervento. L'umidità e la polvere stanno distruggendo gli atti dell'archivio storico del Comune. Il restauro sarà affidato a una ditta specializzata e sarà completato in sei mesi. In questa prima tranche verranno restaurati sette registri degli atti consiliari e quattro registri contenenti le lettere al Nunzio del Comune. Il progetto di restauro ha ottenuto l'ok dalla Soprintendenza ai beni archivistici e sarà cofinanziato dal Comune e dalla Regione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo