Boutiques, musica pop in sottofondo, il cappellino della Ferrari e il portafoglio con la Venere. Senza un odore che ti resti attaccato addosso, un'immagine, un sapore. Il padre, Alessandro, 51 anni, geometra, fiorentino, avrebbe una voglia prepotente di ficcarsi nel vinaino di via de' Neri e farsi un bicchiere di rosso. Il figlio, Edoardo, 21 anni, studente universitario, idem. «La sensazione di spaesamento è forte. «E' come ritrovarsi in un non luogo. E' qui in piazza del Grano, ma potrebbe essere ovunque. Quei luoghi dove il tempo è sospeso, tipico degli aeroporti, dove devi ammazzare il tempo fra un volo e l'altro. Ma qui non c'è niente da aspettare, siamo a due passi da piazza Signoria, in una città che ha una forte identità, e qui dentro non ce n'è traccia. La fiorentinità non può ridursi a una tazzina con sopra Ponte Vecchio!». Però la loggia del grano restaurata è bella. «Sì, senza dubbio» dice Alessandro. «Ma non solo la loggia, anche il recupero urbanistico dell'edificio è valido. Non aggressivo, non invadente» spiega il giovane Edoardo. «I dintorni, la stessa piazza e il vicolo sul retro, ne hanno beneficiato. E allora sì che, in questo senso, l'operazione può aver una sua utilità: recuperare quello che c'era e dare nuovo impulso alla zona. Purché il tutto non si riduca a una macchina per spremere i turisti». Al piano terra, interamente dedicato alla zona ristorante, il bancone è lungo e bianco, con un certo stile. I tavolini quadrati e discreti. Un thè al tavolo costa 4 euro e mezzo, un caffè al banco 80 centesimi, un piatto di roastbeef profumato al tartufo con broccoli 10 euro. Quattro postazioni computer permettono al turista di fare una visita virtuale ai più importanti luoghi e gallerie d'arte fiorentine. Il figlio: «Bene se servono per informare, male se sostituiscono la visita reale a questi posti». Ma l'Uffizi Center riesce anche per questo: attirare i turisti che ruzzolano giù a frotte dall'uscita di piazza Castellani e dar loro, prima che risalgano sul pullman, un concentrato ristretto e virtuale di quello che s'immagina sia Firenze. La stessa rampa di uscita della galleria è proprio uno scivolo, una lingua che deposita i visitatori esattamente di fronte all'ingresso del Center. Da a lì qui, venti passi precisi. L'effetto «spremitura» si avverte nei due piani superiori. Dove la Venere, il David, Lorenzo il Magnifico e le vedute fiorentine te li ritrovi sui paralumi, sul portaspiccioli, sulle borse, sui vassoi. Senza la volgarità di certi grembiulini o cartoline viste in giro per la città, però fa un certo effetto: Botticelli ridotto ad un timbro da imprimere ovunque ci sia possibilità di far soldi, la Venere sullo spruzza profumo, un po' dispiace. Alessandro: «Ma dispiacciono anche queste tre normalissime tazzine a cento euro con due colline toscane disegnate sopra, e tutti questi grappoli d'uva e questi fichi riprodotti qua e là. I luoghi comuni più banali sulla Toscana. Evidentemente è questa l'immagine che hanno di noi nel mondo». Non si capisce bene cosa c'entri con Firenze lo spazio dedicato ai gadget della Ferrari (ma diàmine, l'autodromo di Scarperia è qui a mezz'ora di macchina!), e perché mai il calco in gesso dell'orecchio del David, ma anche naso labbra occhio, debba essere venduto nello spazio floreale, anzi ortofrutticolo, in mezzo alla smitragliata di buste di semi da coltivare (impressionante la varietà dei cavoli e delle cicorie). «Speriamo che ci sia presto il bookshop, e che davvero si utilizzino gli spazi superiori per esporre opere d'arte, magari anche arte contemporanea» si augura Edoardo. I bagni, nel sottosuolo, sono puliti e funzionali: fare pipì costa 60 centesimi (non c'è il gancio dietro la porta per appendere il cappotto).
Uffizi Center,quasi un duty free
In piazza del Grano, a Firenze, si trova un centro di visitatori che offre una visita virtuale ai luoghi più importanti della città. Il centro è stato realizzato con l'aiuto di una società di marketing e ha un piano terra con un bancone, tavolini e postazioni computer. I prezzi sono bassi, con un thè al tavolo a 4,50 euro e un caffè al banco a 0,80 euro. I due piani superiori del centro ospitano opere d'arte, tra cui la Venere, il David e le vedute fiorentine. Tuttavia, il figlio del proprietario del centro, Edoardo, è scettico sulla sua utilità e teme che possa sostituire le visite reali ai luoghi storici.
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