I legali: teatro pubblico o basta fondi. Trecento firme per la class action Messeni Nemagna: niente chiavi se la consegna non è fatta in base al protocollo dintesa del 2002 La class action è stato il primo passo. La presentazione di un esposto in procura, invece, quello successivo. Gli avvocati Luigi Paccione, Alessio Carlucci e Nicola Favia, ieri mattina, hanno depositato la denuncia che riprende gli stessi argomenti, contenuti nella class action. Lerogazione dei fondi pubblici per la ricostruzione del Petruzzelli deve essere interrotta. In caso contrario, sostengono i tre legali, il teatro non può non essere considerato di proprietà pubblica e non privata. «Crediamo - spiegano Paccione e Carlucci - che ci siano profili che meritano di essere allattenzione della procura». Lesposto, quindi, è la naturale prosecuzione di una mobilitazione, cominciata con lavvio della class action. Uniniziativa alla quale hanno risposto già più di trecento cittadini e che solleva alcuni interrogativi, ripropone nodi ancora irrisolti. E giusto, ad esempio, che un teatro di proprietà di una famiglia e quindi non dello Stato venga ricostruito con i soldi pubblici? Questo chiedono i tre avvocati che, nella class action, giungono ad una conclusione: «I contribuenti italiani patiscono oggi un rilevante danno patrimoniale di massa attraverso lincauto dispendio di fondi pubblici (raccolti attraverso il prelievo fiscale a loro carico) per obiettive finalità di accrescimento dei patrimoni delle persone fisiche che si dichiarano proprietarie del teatro Petruzzelli». La considerazione è tra quelle richiamate nellesposto, depositato ieri mattina sulle scrivanie del Palazzo di Giustizia. Sarà la procura a dire se la questione, da mesi al centro del dibattito cittadino, possa costituire materia di indagine. Per il momento i tre avvocati, in una conferenza stampa, tracciano già un primo bilancio della class action. E rilanciano: «Il nostro obiettivo - spiega Paccione - è di impedire un torto di massa, quale si profila per il Petruzzelli. Non esiste alcuna norma nel nostro ordinamento che consenta la ricostruzione di un bene immobile. La ricostruzione è costata 60 milioni. Non vogliamo che tutto si risolva in una donazione a privati». E intanto le eredi che detengono il 75 per cento della proprietà del teatro Petruzzelli hanno scritto al ministro per i Beni culturali Sandro Bondi chiedendo, spiega il loro legale Ascanio Amenduni, «di consegnare il teatro alla fondazione, purchè lo riceva in esecuzione del protocollo dintesa firmato il 21 novembre 2002, altrimenti sarebbe una consegna senza titolo, cioè un ingresso abusivo, al pari di chi va ad occupare una casa senza contratto». (g. d. m.)