Appalti e Regione, indagherà anche la Dia Obiettivo: approfondire il filone "piano casa". Limprenditore ha già due contratti Linchiesta Appalto per gestire il patrimonio dellAzienda sanitaria Napoli 1 e per la pulizia di alcuni uffici periferici Questo dicono - come ha rivelato ieri Repubblica - le intercettazioni sul cosiddetto «piano casa» della Regione. É un programma per ledilizia residenziale pubblica, che in realtà dovrebbe essere diretta conseguenza delle normative nazionali in materia. La Campania si è però avviata con un suo piano, che ha prodotto nello scorso luglio tre bandi: uno per i singoli che vogliano avere contributi per lacquisto di case, uno per cooperative e aziende edilizie che realizzino alloggi, il terzo per interventi di edilizia sociale e riqualificazione urbana. È su questultimo fronte, del quale la Regione non ha peraltro ancora fornito i risultati, che potrebbero attivarsi interessi, dato che il bando relativo prevede tra laltro «il ricorso alla negoziazione urbanistica, ovvero allattivazione di tutte le operazioni di scambio e perequative, di trasferimenti possibili, di allargamento di parametri volumetrici» e così via. La procura di Napoli chiederà nelle prossime ore agli investigatori della Dia di approfondire il filone dellindagine che lambisce la Regione Campania. La cosa avverrà presumibilmente dopo il completamento degli interrogatori di coloro che sono stati arrestati per la vicenda comunale. Ieri per esempio se ne è parlato durante linterrogatorio dellex assessore comunale al Bilancio Enrico Cardillo, al quale Romeo nella conversazione intercettata il 19 marzo 2007 annunciava di voler andare in Regione. Richiesto di una spiegazione da parte del pm Vincenzo DOnofrio, Cardillo non ha fornito chiarimenti: «Non lo so, dovete chiederlo a Romeo». Romeo comunque qualche piede in Regione già ce laveva. Uno risaliva addirittura al 2004. Si tratta di un contratto con la «Romeo gestioni» per la gestione per lappunto del patrimonio immobiliare della azienda sanitaria Napoli 1. Il contratto è poi scaduto nel luglio scorso. Il patrimonio doveva passare alla Soresa, la società regionale che si è occupata anche del debito sanitario, e che in questo caso dovrebbe curarne la dismissione. Ma la pratica di passaggio non è stata ancora espletata e la Asl ha prorogato il contratto alla «Romeo» fino al luglio 2009. Un altro contratto Romeo lo ha conquistato di recente. Dal 1 ottobre la sua società gestisce i servizi di pulizia in uffici della Regione. Si tratta di una convenzione, che riguarda solo gli uffici periferici della Regione, quelli fuori dalla provincia di Napoli. Cè poi la tranche dei beni culturali. Nel marzo 2007, oltre al piano casa, si discuteva anche molto dellaffidamento dei beni cuturali alla Scabec, società mista regionale, e del possibile ingresso nella convenzione anche di altri società di gestione, fra cui quella di Romeo. La cosa venne bloccata in Parlamento. Fu Riccardo Villari, il futuro presidente contestato della Vigilanza Rai, a inoltrare una interrogazione allallora ministro Francesco Rutelli, visto che la convenzione regionale avrebbe esautorato una società ministeriale che si occupava della materia. Fatto sta che sul sito web della «Romeo gestioni» la Regione Campania figura come cliente per un «servizio di censimento, inventario e catalogazione dei beni culturali».
NAPOLI - Alfredo Romeo tentava di entrare con le sue attività anche in Regione Campania.
La Regione Campania sta indagando sulla vicenda del piano casa, un programma per la vendita di immobili residenziali pubblici. La procura di Napoli ha richiesto all'indagine di approfondire il filone dell'indagine che coinvolge la Regione. La vicenda è legata a un contratto con la società Romeo gestioni, che gestisce il patrimonio dell'Azienda sanitaria Napoli 1 e ha anche un contratto con la Regione per la pulizia di uffici. La Regione ha anche un piano per la vendita di immobili residenziali pubblici, che prevede la negoziazione urbanistica e la trasferenza di parametri volumetrici.
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