Lopera in terracotta non tornerà a Palazzo Bovi, ora è esposta nella Gipsoteca del museo Archeologico TAGO è tornato a guardare i bolognesi, con i suoi occhi vacui, il suo muso proteso a cercare una carezza. Il cane in terracotta che era stato prelevato dalla finestra di palazzo Bovi, in via Oberdan 24, è ora esposto nella Gipsoteca del Museo Civico Archeologico, nuovamente presentato al pubblico dopo un meticoloso lavoro di restauro. Questa è per il momento la sua nuova casa e molto probabilmente non tornerà ad affacciarsi dalla finestra del palazzo dove era collocato da circa 200 anni. La pulizia straordinaria a cui è stato sottoposto, infatti, ha messo in luce unopera di grande bellezza e raffinatezza e sarebbe quindi inopportuno restituirla allusura di smog, sporcizia e guano di piccioni. SEGUE A PAGINA XI Si cerca quindi una collocazione in uno dei musei civici della città. Magari, come suggerisce Eugenio Riccomini, presso le Collezioni Comunali darte che meglio di altre istituzioni raccontano le vicende politiche e familiari della città. Come quella evocata dalla statua, realizzata nel 1777 da Luigi Acquisti, scultore forlivese ma che ha lasciato molte opere a Bologna, alla chiesa di Santa Maria della Vita (sue le imponenti Sibille) e soprattutto in quel grande laboratorio per larte neoclassica che era il cimitero della Certosa. La storia è per certi versi commovente perché racconta del rapporto affettivo straordinario tra un cane, Tago, e il suo padrone, il marchese Tommaso Bovi. Il povero animale vedendolo arrivare a casa dopo una lunga assenza si sporse dal davanzale della finestra fino a cadere e quindi morire. Il padrone, affranto dal dolore, chiamò uno dei più famosi e apprezzati scultori del tempo per realizzare quella sorta di monumento familiare che rendesse eterna memoria al fedele amico. Peccato che nel corso di due secoli la statua è stata ricoperta da polvere e detriti, dipinta con gli stessi colori con cui veniva rinfrescata la facciata esterna della casa. Fatta quindi prelevare dalla responsabile del Museo Archeologico, Cristiana Morigi Govi, è stata presa in cura dal Laboratorio di restauro del museo. E stata ripulita la superficie tanto che oggi si possono vedere le tracce del colore originario (giallo per il pelo, rosso per il collare e il cuscino) e liscrizione sul cuscino con il nome del cane. E stata consolidata la struttura, mancante nella parte posteriore, e svuotata da detriti che potevano metterne a rischio la solidità. Lopera ora è presentata in una piccola mostra con pannelli che riportano un commento sullopera di Eugenio Riccomini, una descrizione dellarte di Luigi Acquisti a cura di Roberto Martorelli, e una scheda del restauro. Nel book shop del museo sono poi in vendita piccoli gadget raffiguranti Tago: una spilla e un ciondolo in argento e una piccola statuina in bronzo. Nuova iniziativa di un museo che mostra tutta la sua vitalità, supportata ora dalla nuova Associazione Amici del Museo civico Archeologico - Esagono, presieduta da Giandomenico Belvederi. La mostra si visita gratuitamente; mar-ven 9-15; sab, dom e festivi 10-18.30. Info: 0512757211.
BOLOGNA-Restaurato il cane Tago di via Oberdan
Il cane in terracotta, noto come Tago, è stato restituito alla Gipsoteca del Museo Civico Archeologico dopo un restauro. La statua, realizzata nel 1777 da Luigi Acquisti, era stata prelevata dalla finestra di Palazzo Bovi e aveva subito un'evoluzione in cui era stata dipinta con gli stessi colori con cui veniva rinfrescata la facciata esterna della casa. Il restauro ha messo in luce la bellezza e la raffinatezza dell'opera, rendendola inopportuna per essere restituita al palazzo. La mostra è stata organizzata per presentare la statua e i suoi dettagli, con pannelli che riportano commenti e descrizioni dell'arte.
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