36 le raccolte del circuito. Ma senza Uffizi, Accademia e Pitti "Senza Uffizi C., una scelta per lanciare gli altri" Arriva la card Firenze. Permette lingresso a 36 musei, ma non ad Uffizi, Accademia, Cappelle Medicee, Palazzo Pitti e alle altre raccolte statali. Una partenza mutilata, senza i big, i luoghi dei capolavori più amati dai turisti. Una scelta controtendenza, in rapporto allesempio di Torino o Napoli, eppure strategica per lassessore al turismo Silvano Gori. Difesa anche dalla soprintendente Cristina Acidini. "Il peso degli statali sarebbe stato eccessivo: stiamo pensando a percorsi tematici" Il servizio per turisti e fiorentini si porta dietro bus gratis, sconti per taxi e alberghi Dallautunno del 2009 trentasei raccolte visitabili con un solo pass La card dei musei di Firenze, apre le porte a Palazzo Vecchio e a tutti i musei comunali, si allarga a Palazzo Strozzi, Casa Buonarroti, Casa di Dante, Fondazione Horne, Marino Marini, Ebraico, Stibbert, Istituto degli Innocenti, Storia della Scienza, Basilica di Santa Croce, Santa Maria Novella, Battistero, Cupola, Campanile e Museo dellOpera del Duomo, Palazzo Medici Riccardi, e Parco di Pratolino, Casa Siviero, Forte Belvedere, Planetario di Arcetri le sei sezioni del Museo di Storia Naturale (Antropologia, Botanica, Geologia, Mineralogia, Orto botanico e Specola), fino al Museo Leonardiano di Vinci, Fiesole musei con larea archeologica e Museo Bandini. Questi gli enti, le fondazioni, gli istituti che, per ora, hanno sottoscritto laccordo, che sarà formalizzato a febbraio 2009, pubblicizzato a settembre e che diventerà infine operativo in autunno. Con la vendita di un Firenze pass o tourist card che prevede due opzioni: una valida due giorni che dà accesso a 3-4 musei a scelta tra i 36 convenzionati, comprese le mostre allestite al loro interno, permette luso dei bus Ataf, sconti su taxi, alberghi ed altre facilitazioni, al costo attualmente fissato a 20 euro. Laltra, valida 365 giorni, è rivolta a fiorentini e residenti, studenti e studiosi che si fermano a lungo in città, costa 40 euro e permette lingresso gratuito in tutti i musei in elenco per un anno. Questa è la mappa che, dopo una complicata gestazione - nata sulle macerie del Fiorino card progettata dallex assessore alla cultura Simone Siliani nel 2005 e ripresa dal suo successore Giovanni Gozzini - è infine «giunta in porto con il direttore alla cultura Giuseppe Gherpelli e allo sviluppo economico Adolfo Guadagnini» dichiara lassessore Silvano Gori, citando il protocollo dintesa tra Comune, Camera di Commercio e Provincia che ha portato allaccordo che vedrà Linea comune Spa realizzare le tesserine. «Unoperazione fin dallinizio controversa, costata lunghissime discussioni perché doveva comprendere tutti i musei, anche quelli statali. Ma se nellopzione di due giorni, mettevamo nella lista anche Uffizi e Accademia, era è ovvio che tutti avrebbero scelto questi due, mentre lobiettivo era di distribuire i turisti soprattutto nei cosiddetti musei minori, per decongestionare il triangolo doro del centro storico». Una scelta «voluta e rischiosa - prosegue Gori - quella di lasciar fuori i musei più gettonati, ma imposta dalla necessità di far partecipare tutta la squadra degli altri musei, creare un sistema per svegliare Firenze, per non limitarsi solo a fornire un servizio e basta». Eppure altre città lhanno fatto, hanno allargato lofferta. Lo ha fatto Roma, Genova, Napoli, Venezia. «Una formula non praticabile per noi - dichiara la soprintendente Cristina Acidini - ci aveva già provato il mio predecessore Antonio Paolucci, se era possibile lavremmo fatta. I nostri statali hanno un peso anomalo, talmente eccessivo in rapporto a quelli di altre città. Inoltre il prossimo anno dobbiamo rinnovare la concessione dei servizi museali, e vedremo di affrontare anche questa realtà». Ma più che un pass aperto, che permetta di scegliere e amplificare lofferta davvero a tutti i musei fiorentini, Acidini preferisce pensare a proposte con percorsi tematici: «Per comparti, ad esempio con un itinerario dedicato a Michelangelo, tra Casa Buonarroti, Cappelle Medicee e Accademia. O la proposta di un tour su pietre e ai gioielli, che vada dal museo dellOpificio, a quello di Mineralogia, degli Argenti, fino alle Cappelle Medicee. Altrimenti il peso dei nostri 20 musei, con cenacoli e ville a ingresso gratuito, risulta schiacciante. Ma ci vogliono tempi lunghi per programmare qualcosa di questo genere, tuttavia possiamo pensarci». Intanto la nuova card decollerà come sperimentazione, con Palazzo Vecchio capofila nelle stipula dei contratti di servizio. Nel gruppo costitutivo cè già la Regione, che starà a guardare come e se funziona la tourist card, per proporre eventuali nuovi ingressi di musei e raccolte darte, a Siena, a Lucca, Arezzo. E trasformare la proposta in una card regionale, come è accaduto in Piemonte e in Campania. «Anche la Cassa di Risparmio partecipa allimpresa - aggiunge Gori - e lEnte Cassa ci affiancherà. Diciamo che è una card in progress. A gennaio-febbraio 2009 stringeremo tutte le convezioni possibili con enti e istituti, albergatori, Ataf eccetera. Limportante è partire».