La legge sul sistema museale della moda approvata in prima lettura alla Camera dei deputati è ora in arrivo al Senato. La legge stanzia pochi soldi. Quei pochi sono però distribuiti in modo del tutto iniquo. 1 fondi previsti sono infatti di due tipi: il primo è uno stanziamento di 3 milioni euro per l'anno 2004 destinato all'istituzione di tre strutture. Due milioni vanno ad un nuovo Museo della Moda italiana da realizzare a Milano e di cui da otto mesi chiediamo invano di conoscere quale è il nucleo iniziale e quale è il percorso di costruzione. Nessuno ci ha risposto. Per istituire invece presso la Galleria del Costume a Firenze (che diventerebbe Galleria Nazionale della Moda e del Costume) una Fondazione preposta alla gestione del Sistema museale nazionale, si prevedono solo 500 mila euro; la stessa somma che viene dedicata all'Istituzione del Museo Nazionale della seta a Como. Il discorso si fa ancora più iniquo se si guarda al secondo tipo di finanziamenti, quello dedicato al funzionamento del Sistema. Per il 2004 e il 2005 il Museo di Milano (unico oggetto della iniziale proposta di legge dell'on. Santanchè (An)) riceve complessivamente 1.700.000 euro, il Museo della seta di Como, collegio elettorale dell'onorevole Butti (An), 720 mila euro e ad un "Museo della moda Mediterranea" da istituire nella città di Lecce di cui è sindaco l'on. Adriana Poli Bortone, pure di An, 466 mila euro. Invece, alla Fondazione di Firenze più altri 8 enti in cui è compreso anche il Museo del Tessuto di Prato viene destinata una somma complessiva di 534 mila euro che dovrà essere successivamente divisa fra questi stessi 9 enti. Una vera presa in giro se si pensa che la costituenda Fondazione di Firenze dovrà agire a livello nazionale. Ecco perché, insieme ad altri deputati, ho votato alla Camera contro al provvedimento di legge, anche per dare più forza alla battaglia in Senato. Questo non toglie naturalmente che non dobbiamo ascrivere una serie di modifiche a nostro successo anzi meglio alla proposta di legge n. 3292 che abbiamo presentato con il consenso trasversale di parlamentari toscani e di tutta Italia, e di quasi tutti i gruppi parlamentari. Intanto non si parla più solo di Milano, come era nell'originario progetto della Santanchè. Si parla di Sistema museale nazionale gestito da una Fondazione con sede a Firenze presso la Galleria del Costume. Il Museo del Tessuto di Prato viene esplicitamente menzionato nella legge (anche se non ha alcuna certezza di finanziamento). Naturalmente la Fondazione potrà funzionare se avrà fondi adeguati e su questo vi è spazio per un'ulteriore battaglia in Senato. Quello che è grave è che lo stato finanzierà con i suoi soldi una struttura privata a Milano per fare la concorrenza alla struttura pubblica che opera da 20 anni nel settore ossia la Galleria del Costume che opera a Firenze. Che aria tirava del resto lo si era capito dal fatto che né il Ministro dei beni culturali, Giuliano Urbani (né i suoi sottosegretari) avevano mai partecipato a nessuna delle iniziative del ventennale della Galleria del Costume di Pitti conclusesi il 30 gennaio proprio alla vigilia della messa all'ordine del giorno, da parte del centrodestra, della nuova legge alla Camera. deputato Ds
Soldi ai musei: vanno di moda a destra
La legge sul sistema museale della moda approvata in prima lettura alla Camera dei deputati è ora in arrivo al Senato. La legge stanziava pochi soldi, 3 milioni di euro per l'anno 2004, per l'istituzione di tre strutture, due milioni per un nuovo Museo della Moda italiana a Milano e 500 mila euro per la Galleria del Costume a Firenze. Il Museo di Milano riceverà 1.700.000 euro, il Museo della seta di Como 720 mila euro e il Museo della moda Mediterranea a Lecce 466 mila euro. La Fondazione di Firenze, che gestirà il Sistema museale nazionale, riceverà 534 mila euro. La legge è stata votata contro dal deputato Ds.
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