Angelo Villani tira il bilancio dell'utilizzo dei finanziamenti targati europa per Salerno e rilancia il ruolo centrale della Provincia nella programmazione e nella gestione dei fondi 2007-13. Partendo dall'esperienza dei piani integrati, attraverso cui si è sviluppata la concertazione tra Ente e territorio e attraverso cui Comuni e territori omogenei hanno imparato a dialogare e superare i municipalismi. Tempo di consuntivi, per i fondi europei, ma anche di programmi per quelli stanziati fino al 2007. Partendo da un dato: «Il Pil del Mezzogiorno doveva crescere più di quello nazionale - spiega Gerardo Cardillo, dirigente della programmazione unitaria della Regione - ma era indispensabile che i finanziamenti per il Sud raggiungessero il 45 della spesa italiana, il 30 di risorse ordinarie, il 15 di risorse aggiuntive. Fino al 2001 il Pil è cresciuto. Poi i Governi hanno tagliato i trasferimenti. Con questo Governo si raggiunge poco di più del 35». Un dato che da solo spiega perché il Mezzogiorno resta arretrato. Ma anche un dato che spinge a prendere impegni serissimi per i fondi europei 2007-13. Così ieri alla Provincia con Cardillo si sono confrontati i responsabili dei Pit, Antonio Pagano e Aniello Savarese, il dirigente dei fondi comunitari Ciro Castaldo, il dirigente provinciale Fabio Apicella, l'assessore Corrado Martinangelo, il presidente Angelo Villani. Tutti rivendicando e riconoscendo a Salerno un ruolo di primo piano nella gestione delle annualità 2000-6. Cinquecento i milioni fin qui spesi: 300 per l'agricoltura, 50 per le foreste, 40 per la pesca e «soprattutto - dice Castaldo - 108 per i piani integrati. Tre a vocazione turistica per Piana Sele, Monti Picentini, Penisola amalfitana e sorrentina, uno a vocazione industriale per la Valle dell'Irno. Notevole è stato l'aiuto alle imprese in cui l'investimento di 57 milioni ha mobilitato investimenti privati per 49 milioni. La cosa importante è che con i piani integrati i territori e i Comuni hanno cominciato a dialogare fra loro, costituendo filiere che hanno superato i municipalismi. Ora questa esperienza non deve essere dispersa. Mentre la Regione vorrebbe decidere da sola su grandi progetti e parco progetti, lasciando un ruolo solo alle città con più di 50mila abitanti, noi vogliamo riportare al centro il ruolo della Provincia e la concertazione attuata con i Comuni». «Come Provincia siamo i primi nel comparto dell'agricoltura e in generale dobbiamo essere orgogliosi perché abbiamo dimostrato, con Comuni, Ept, Soprintendenze, Camera di Commercio, Patti territoriali di saper spendere bene mobilitando risorse private - spiega Martinangelo - ma dobbiamo parlare un linguaggio di verità: parliamo di fondi 2007-13 ma siamo già al 2009». «I 500 milioni di fondi europei utilizzati si aggiungono a quelli investiti da Palazzo Sant'Agostino, a cominciare dai 600 milioni per scuole e strade - conclude Villani - Per le nuove annualità c'è bisogno di confermare il ruolo della Provincia come ente intermedio di solo coordinamento tra la programmazione regionale e la gestione. Si pensa a eliminare le Province. È demagogia, ci sono tanti enti inutili a cominciare dagli Ato. Resta il gap tra Centro-Nord e Sud, un gap che è prima di tutto infrastrutturale. C'è dunque bisogno di un grande investimento del Governo per il Sud, ma l'attuale Governo, condizionato dalla Lega, sembra più che altro intenzionato a usare le risorse finora destinate al Mezzogiorno per rimodernare le infrastrutture del settentrione».
SALERNO: cinquecento milioni di fondi europei spesi
Angelo Villani, presidente della Provincia di Salerno, ha teso un bilancio dell'utilizzo dei finanziamenti targati Europa per Salerno. I fondi 2007-13 sono stati utilizzati per 500 milioni di euro, con 108 milioni destinati ai piani integrati. La Provincia ha lavorato con i Comuni e gli Enti locali per gestire i fondi, con un ruolo centrale nella programmazione e nella gestione. Villani ha chiesto di confermare il ruolo della Provincia come ente intermedio di coordinamento tra la programmazione regionale e la gestione. Ha anche criticato il Governo per non aver investito abbastanza nel Sud, in particolare per il settore infrastrutturale.
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