Palermo. Finalmente le aree inserite nell'elenco dell'Unesco potranno essere valorizzate sotto il profilo culturale e turistico. Almeno quelle della Sicilia Sud-orientale, grazie ad un accordo tra Regione e nove Comuni dell'Isola. Ieri hanno siglato un protocollo d'intesa con l'obiettivo di creare un tavolo permanente e una piattaforma telematica di coordinamento e promozione. Il protocollo per il «Distretto culturale Sud Est siciliano» è stato ratificato nella sede della Fondazione Banco di Sicilia a Palermo ed è dedicato ai territori che hanno avuto il riconoscimento Unesco per l'inserimento nel World Heritage list. L'obiettivo è quello di creare un'offerta turistica integrata telematica. Al progetto aderiscono gli assessorati regionali al Turismo e ai Beni culturali; la Fondazione BdS; le soprintendenze ai Beni culturali di Catania, Siracusa e Ragusa; le Province regionali di Catania, Siracusa e Ragusa; i Comuni di Modica, Ragusa, Caltagirone, Catania, Militello Val di Catania, Palazzolo Acreide, Scicli, Siracusa, Noto. Ma il sindaco di Acireale, Nino Garozzo, esprime forti preoccupazioni per l'esclusione di alcune città: «Qualora la Regione discriminasse la città di Acireale assieme ad altre sottolinea privandole dell'accesso al progetto, violerebbe ogni doverosa collaborazione istituzionale e sarebbe incompatibile con gli impegni assunti in precedenza, finalizzati ad incoraggiare un unico modello di gestione, rappresentato dal Distretto al quale la stessa Regione ha chiamato Acireale a far parte per i suoi monumenti barocchi». «Il progetto risale al 2003, è stato approvato nel 2005 e vede Modica capofila spiega dal canto suo il vicepresidente della Regione siciliana, Titti Bufardeci . Oggi (ieri per chi legge, ndr) ci siamo incontrati con i sottoscrittori del progetto originario, ma è chiaro che ogni nuova adesione è auspicata, oltre che ben accetta. Credo, quindi, che realtà culturali e turistiche come Acireale e Caltagirone debbano far parte di questa logica di sistema: siamo aperti ad ogni richiesta. L'odierna sottoscrizione del protocollo chiarisce Bufardeci non significa che ci sia un ostacolo alle adesioni di altre istituzioni territoriali della Sicilia orientale. Finalmente il turismo e i beni culturali sono uniti in una proposta organica. Questo progetto non serve solo a dare una visione unitaria dell'offerta turistica, ma anche a creare un sistema virtuoso tra le municipalità del territorio. Questo protocollo conclude servirà a rafforzare l'incoming turistico nella Sicilia orientale offrendo un viaggio nella storia dell'umanità, dalla Necropoli di Pantalica, alla Siracusa dell'VII secolo avanti Cristo, sino ad arrivare agli splendori del barocco siciliano». «Questa iniziativa è un progetto sperimentale conclude l'assessore regionale ai Beni culturali, Antonello Antinoro un connubio tra un progetto culturale e turistico. Mi auguro che tanti altri Comuni aderiscano al progetto». Alessandra Galioto