Dietro alla Vergine, tre disegni di Leonardo la scoperta PARIGI. Per il Louvre si tratta di una «scoperta eccezionale». Certo è la prima volta che dietro la tela di uno degli artisti più cari al museo parigino, Leonardo da Vinci, vengono alla luce disegni che potrebbero essere stati realizzati dalla mano del grande maestro del Rinascimento. Ancor più perché sono dietro uno dei suoi quadri più famosi, "La Vergine con bambino e Sant' Anna", mille volte studiato dagli specialisti e da secoli nella collezione parigina. «Per noi sono di Leonardo», ha dichiarato il sovrintendente capo del Dipartimento pitture del Louvre, Vincent Pomarede, che era presente al momento della scoperta. «Siamo sicuri al 90 per cento, ma restiamo prudenti, vanno ancora effettuate delle verifiche». Si può capire però lo stato di eccitazione dei conservatori quando, un giorno di settembre, staccando la famosa tela dal muro, l'occhio è caduto su quella che sembrava una macchia e che poi, a guardarla meglio, si è rivelata un disegno. La testa di un cavallo, per la precisione, di 18 centimetri per 10. Le analisi agli infrarossi effettuate dal Centro di ricerche e restauro dei musei di Francia hanno poi mostrato la presenza di altre due figure, una parte di cranio con tanto di denti e orbite, di 16,5 centimetri per 10, e un Bambin Gesù a cavallo di un agnello, di una quindicina di centimetri circa, ma quasi invisibile a occhio nudo. Tutti e tre con il classico aspetto dei disegni di preparazione a un dipinto. Incredibilmente, nessuno prima d'ora si era accorto del tesoro nascosto. Perché di tesoro di tratta se la paternità dovesse essere confermata. Il responso? Non prima di maggio o giugno. Ma alcuni dettagli permettono già ai curatori di riconoscere la mano del maestro: la testa del cavallo ricorda quelle che popolano il dipinto, andato perso, della Battaglia di Anghiari, il cranio è un tema ricorrente nell'opera di Leonardo, il bambino assomiglia molto a quello di Sant'Anna. I disegni inoltre sono stati realizzati o con la pietra nera o al carboncino, pratica molto ricorrente all'epoca. «Se fosse vero verrebbe fuori anche un tassello aneddotico della personalità di Leonardo che ha più la reputazione di un artista rigoroso e calmo, e non certo di un passionale che nella foga della creazione si mette a scarabocchiare dietro un quadro, tanto più dietro un quadro importante come questo che gli era stato ordinato», osserva ancora lo studioso.