Missione veronese, ieri pomeriggio, per il sindaco e il direttore generale. Accompagnati da Maurizio Lotti, consigliere mantovano della Fondazione Cariverona, Fiorenza Brioni e Maurizio Caristia sono stati ricevuti dal presidente di Palazzo Pellegrini, l'ingegner Paolo Biasi, e dal direttore generale Fausto Sinagra. Al centro dell'incontro i progetti che via Roma intende sviluppare col contributo della Fondazione. L'incontro è servito a rinsaldare i rapporti tra il Comune e i vertici della Fondazione Cariverona, da sempre molto attenta alle esigenze del territorio mantovano. Tra Palazzo Pellegrini e via Roma c'è un discorso aperto da anni ormai, da quando cioè la Fondazione aveva deciso - nel dicembre del 2004 - di stanziare 3 milioni e 200 mila euro per l'acquisto e il recupero di un edificio di interesse storico-artistico a Mantova da destinare prevalentemente a sede museale, nel quale ricavare anche un ufficio periferico della stessa Fondazione. D'intesa con il Comune, guidato allora dal sindaco Gianfranco Burchiellaro, era stata individuata la palazzina adiacente al museo di San Sebastiano. Oltre mille metri quadrati di superficie che sono stati al centro di un lungo tormentone, legato alla possibile collaborazione con l'Ermitage di San Pietroburgo e all'apertura, in Italia, di una filiale del prestigioso museo russo. Una gara a tre, che ha visto Mantova in lotta con Verona e Ferrara, la città che alla fine l'ha spuntata stringendo la partnership culturale con i russi. Un anno fa, a margine della presentazione del documento programmatico, il presidente della Fondazione Paolo Biasi aveva detto che le risorse erano ancora a disposizione, in attesa che dal Comune arrivasse una proposta concreta su come investirle, presentando un progetto di alto profilo culturale e per realizzare un 'contenitore' istituzionale. Un invito raccolto al volo dal vicesindaco Paolo Gianolio, che per il 'tesoretto' della Fondazione aveva ipotizzato il Podestà, i mosaici romani o l'ex caserma Curtatone, e aveva annunciato la presentazione di «un progetto di ampio respiro». A distanza di un anno l'impressione è che il sindaco e la giunta abbiano aperto anche un'altra strada, che potrebbe portare la Fondazione Cariverona a finanziare un intervento di restauro e di recupero di una porzione di fabbricato annesso alle Pescherie di Giulio Romano. Le risorse? Tutte da quantificare, anche se difficilmente Verona potrà oggi mettere sul tavolo i vecchi 3 milioni di euro.