La vicenda dellarteria delle polemiche inizia negli anni Sessanta TOSCANA - FIRENZE - Quarantanni di tira e molla e il dubbio fra costa e colline Il culmine della polemica quando nel 2002 il ministro Lunardi propone il passaggio nellinterno Quarantanni di tira e molla, di progetti naufragati, di polemiche politiche e ambientaliste, di tracciati che cambiano direzione. La vicenda della Tirrenica inizia negli anni Sessanta, il primo ad immaginare lautostrada maremmana è lingegner Mario Bruni, il progettista che ha firmato la Sestri Levante-Livorno e la Viareggio-Lucca. Nel 1969 nasce la Sat, Società autostrada tirrenica, che ha appunto lo scopo di realizzare il tracciato a pagamento Civitavecchia-Livorno. Il primo blocco arriva dal Parlamento, che giudica lopera troppo costosa e solo nel 1982 la Tirrenica viene di nuovo inserita nel piano delle infrastrutture pubbliche. Alla fine degli anni Ottanta la Sat comincia la costruzione della prima tratta costiera tra Livorno e Rosignano. Nel 90 la commissione di Valutazione impatto ambientale del ministro Giorgio Ruffolo boccia lidea sostenendo lincompatibilità fra lautostrada e la tutela del paesaggio maremmano. Sembra la pietra tombale sul progetto ma non è così. Passano 10 anni e si arriva allintesa sulla Grosseto-Civitavecchia firmata da ministero, Anas, Regione Toscana e Regione Lazio. Nel 2001 viene finanziato il raddoppio del tratto tra Ansedonia e il confine regionale. Nel gennaio 2002 il governo Berlusconi annuncia che non potrà finanziare con soli fondi pubblici il progetto dellAnas e propone come alternativa lidea di unautostrada collinare a pedaggio. Lidea del ministro Lunardi è subito contestata dalla giunta regionale toscana, che insiste per un tracciato costiero che segua il percorso dellattuale Aurelia. Unipotesi che incontra nel tempo il consenso degli enti locali interessati con leccezione del Comune di Capalbio. Nel luglio del 2003 la Toscana presenta il suo tracciato al governo. Passano ancora due anni prima che si arrivi, nel 2005, allo studio di impatto ambientale realizzato dalla concessionaria dellopera Sat - Società autostrade toscane - per il completamento della Rosignano-Civitavecchia con due ipotesi di tracciato. Una "mista", ritenuta non compatibile dalle Regioni, dal ministero dellAmbiente e dal ministero per i Beni culturali, e una "costiera" che ripercorre il corridoio definito dalla proposta della Toscana del 2003. Nel 2006 il ministro dellAmbiente Altero Matteoli si dice favorevole al tracciato costiero. Nel luglio del 2007 il ministero dei Beni culturali guidato da Francesco Rutelli dà il suo via libera al tracciato costiero ma la Regione Lazio non si esprime ancora. Nel novembre dello scorso anno il Cipe affronta la questione, chiede al Lazio di dichiarare la propria disponibilità e apre un tavolo tecnico per verificare il progetto preliminare trasmesso dallAnas. A novembre, finalmente, la Regione Lazio esprime parere favorevole. Ieri il Cipe approva il progetto preliminare. Ma gli ambientalisti sono già sul piede di guerra e annunciano ricorsi al Tar. Per fermare di nuovo lautostrada della Maremma.