Nel 1998 lultima riapertura Prestiti dal Louvre, la firma di Storaro per lallestimento. Nel 1998 lultima riapertura Lo slogan dellagenzia pubblicitaria, le luci del premio Oscar, i prestiti da Parigi, gli ultimi restauri: cè del nuovo a Palazzo Massimo alle Terme, monumentale e magnifico museo di cui ricorre il decennale del nuovo allestimento e della riapertura al pubblico, congiunta allacquisizione degli spazi esterni, di cui parla Adriano La Regina (allepoca soprintendente archeologico) nel pezzo qui accanto. "Scopri il Massimo" è limpennata creativa della Armando Testa intorno ad uno spazio che è effettivamente tra i più ricchi e strabilianti di Roma. Per quello che contiene, per la sontuosità e limportanza storica delle opere esposte, per come riesce a far capire certi aspetti anche non proprio esilaranti dellantichità, tipo la numismatica o lepigrafia. Ora, sarà quella collocazione un po angolare e defilata (pure se centralissima) a Termini, sarà la mancanza - appunto - di marketing, Palazzo Massimo - e la sua direzione - sentono il bisogno di riaccendere i riflettori sulle sterminate collezioni che raccoglie, anche sulla scorta di "Rosso pompeiano", mostra che raccolse un ottimo successo di pubblico lo scorso anno. Ecco così approdare nelle sale nuovi pezzi, recuperati, studiati e restaurati ma anche il focus e dunque linvito alla visita dato da quattro mostre di diversa importanza e grandezza. A cominciare da quella "estera", intitolata "Paradiso in una stanza" con gli affreschi e le iscrizioni della tomba del medico greco Patron prestati dal Museo del Louvre. Si tratta di un complesso di materiali portati alla luce dal marchese Giovanni Pietro Campana a metà Ottocento, insieme ad altri importanti monumenti funerari, come il colombario di Pomponio Hylas e quelli di Vigna Codini sulla via Appia. Le pitture, quattro iscrizioni dedicatorie, le decorazioni in marmo confluirono poi nel Museo parigino con lacquisizione di tutta la collezione Campana. Le pitture, che raffigurano la prospettiva dei Campi Elisi, vengono esposte affianco a quelle della Villa di Livia, capolavoro assoluto della pittura romana, commovente trionfo di colori, simboli, poesia. Tornando al presente, il tocco di Vittorio Storaro e della figlia Francesca illumina nella sala di Augusto la bellissima testa di marmo pario attribuita a Marco Claudio Marcello, nipote prediletto e successore designato di Augusto, presentata insieme a quella dei Musei Capitolini e allaltra scoperta nella Casa del Citarista a Pompei, il tutto con sottofondo di lettura dei versi di Virgilio. Ancora: "Come una rosa amena" è il titolo scelto per gli affreschi del Colombario (un particolare tipo di edificio sepolcrale, caratterizzato da serie di piccole nicchie) del I avanti Cristo scoperti a Villa Doria Pamphilj nellOttocento, opere che tornano visibili al pubblico dopo mezzo secolo e a conclusione di un lungo restauro. È virata piuttosto su aspetti documentari la mostra "Antiche stanze di Termini" in cui vengono presentati pitture e mosaici (270 metri quadrati) distaccati dagli edifici scavati in piazza dei Cinquecento fra il 1947 e il 1950, quando venne alla luce un intero quartiere di età adrianea (117-138 d. C.) tra case private, bagni pubblici, botteghe a livello stradale. Si aggiungono alle iniziative per il decennale, la pubblicazione di un cofanetto (edito da Electa) con i cataloghi monografici delle mostre e anche una serie di visite al museo con degustazione a cura della Pierreci (la società che ha in concessione i servizi aggiuntivi) insieme con il Gambero rosso; a partire dal 17 gennaio (informazioni allo 06.39967450; www.pierreci.it).