Teme le colate di cemento anche sul Parco agricolo Sud? Giulia Maria Crespi, presidente del Fai (Fondo ambiente italiano), non risponde. Mostra, invece, una cartella dattiloscritta fitta di numeri. «Gliela lèggo: secondo i dati della Provincia ha una superficie di oltre 47 mila ettari, 1.024 aziende agricole, 393 aziende zootecniche, 43 allevamenti, 28 agriturismi, 208 ettari di marcite, 254 fontanili attivi, 3.800 chilometri di rogge e canali irrigui, 592 cascine...». Cosa ci vuole dire? «Mi appello al buonsenso e alla consapevolezza dei milanesi. Questi numeri sono il termometro della vitalità del Parco agricolo Sud. Ci sono anche 4 abbazie, 18 castelli, 3 musei dellagricoltura, 4 riserve naturali». Un patrimonio a rischio? «Non parlo per me o per il Fai. Ma per questo Paese. Il paesaggio è la cosa più importante e ora è in pericolo, certo. Il consiglio direttivo del Parco agricolo Sud con una delibera votata la scorsa settimana ha aperto la strada a unespansione urbanistica nel verde e per domani è prevista la riunione dei 6i sindaci dei Comuni che insistono nellarea verde. Milano inclusa». Da otto anni 35 Comuni chiedono modifiche ai confini del Parco agricolo. «Anche Milano. Sostenendo che trasformerà 4 mila e passa ettari di verde agricolo in verde attrezzato. Ma sappiamo bene come finisce». Come? «Prima si fa la strada per il posteggio, poi il chiosco che diventa ristorantino... ma questo è rubare allagricoltura». Miopia? «Veda lei. Prima dedicano lExpo 2015 allalimentazione e poi lasciamo che le cascine chiudano. Quelle stesse cascine che oggi vendono direttamente i prodotti (sono 29), in linea con la filiera corta tanto declamata per prodotti sani e meno costosi». Che altri argomenti portare per convertire il partito del cemento? «Lacqua. Ora ne abbiamo. Ma domani? Sarà la grande emergenza. Eppure questo Parco è una miniera doro. Si pensi ai fontanili, alle rogge». Ma soggetta a modifica urbanistica è solo una piccola porzione di Parco agricolo. «L8 del territorio agricolo. Mi permetto di ricordare come gli Asburgo tenevano cara la Padania, come difesero con le unghie e con i denti le sue campagne fertili, ricche di acque». Forse è poco conosciuto? «Ne manca la percezione. Ma costruire grattacieli storti e cementificare i parchi è una follia suicida. Si rischia di uccidere lanima di questa grande città».