Si chiama ArchaeoMap il progetto finanziato dalla Comunità Europea che ha il compito entro 24 mesi di riportare alla luce e valorizzare i grandi reperti storici delle civiltà millenarie che hanno popolato il bacino del Mediterraneo. Durante tre giorni di meeting presso la sede romana dell'Università Telematica Internazionale Uninettuno gli esperti delle 19 istituzioni partner di 10 Paesi del Mediterraneo (Italia, Francia, Spagna, Gibilterra, Libano, Malta, Tunisia, Egitto, Grecia e Algeria) hanno ribadito i principi del progetto ArcheoMap: lasciare i resti archeologici lì dove sono stati scoperti, creando intorno all'area della scoperta strutture che consentano di godere dei tesori. In tal senso di grande importanza la presentazione che verrà realizzata a Roma in anteprima presso Uninettuno, dello studio di fattibilità dell'Unesco per la realizzazione del museo sottomarino di Alessandria d'Egitto.
Due anni per valorizzare il Mediterraneo
Si chiama ArchaeoMap il progetto finanziato dalla Comunità Europea che ha il compito entro 24 mesi di riportare alla luce e valorizzare i grandi reperti storici delle civiltà millenarie che hanno popolato il bacino del Mediterraneo. Durante tre giorni di meeting presso la sede romana dell'Università Telematica Internazionale Uninettuno gli esperti delle 19 istituzioni partner di 10 Paesi del Mediterraneo (Italia, Francia, Spagna, Gibilterra, Libano, Malta, Tunisia, Egitto, Grecia e Algeria) hanno ribadito i principi del progetto ArcheoMap: lasciare i resti archeologici lì dove sono stati scoperti, creando intorno all'area della scoperta strutture che consentano di godere dei tesori. In tal senso di grande importanza la presentazione che verrà realizzata a Roma in anteprima presso Uninettuno, dello studio di fattibilità dell'Unesco per la realizzazione del museo sottomarino di Alessandria d'Egitto.
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