VERONA- Sul fronte della battaglia legale KO per il Comune. Il giudice civile Agnese Di Girolamo ieri ha depositato la sentenza sul ricorso presentato dal comitato «Per lamata Verona», che chiedeva di bloccare la vendita di palazzo Forti. La sentenza sposa in pieno le tesi del Comune, tanto da negare al comitato il diritto di poter fare ricorso contro la volontà dellamministrazione comunale. «La legittimazione alla domanda di adempimento - scrive il giudice compete unicamente ai portatori dellinteresse (...) e nel caso in cui il modo sia diretto a soddisfare un interesse morale dello stesso testatore, legittimati non sono gli eredi in quanto tali, ma i prossimi congiunti (...) ai quali si trasferisce la tutela degli interessi più intimamente connessi alla persona del defunto». In sostanza, si dice che né un comitato di cittadini, né un erede di terzo grado, quale Augusto Forti, presidente del comitato stesso, possono presentare ricorso. Per il giudice, infatti, esiste già un organo ufficialmente preposto alla tutela degli interessi della collettività ed è la Soprintendenza Regionale. Secondo punto che porta a ragione del Comune il giudice è che il testamento non prevede alcun termine al vincolo museale, e questo «comporta una incisiva limitazione al diritto di proprietà comunale», che legittimamente ha deciso di vendere (previa autorizzazione della Soprintendenza). II sindaco Tosi è decisamente soddisfatto: «Anzitutto voglio ringraziare i nostri dirigenti e i nostri avvocati - premette - che ci hanno sempre garantito che quello che stavamo facendo era assolutamente regolare. A parte ciò che viene affermato sulla legittimità dei ricorrenti a presentare listanza, la sentenza dice altre due cose: anzitutto che gli eventuali vincoli sulla destinazione dellimmobile si decidono attraverso un confronto con la Soprintendenza. Inoltre si afferma chiaramente la legittimità di trasferire la Galleria dArte Moderna in altra sede». In effetti, il giudice Di Girolamo è esplicito: «La rimozione della Galleria da palazzo Forti scrive - consegue a una decisione comunale che mira a valorizzare ancor di più la Galleria con lo spostamento ai palazzi Scaligeri, sede ubicata sempre nel centro storico di Verona ma più grande e funzionale». Lassessore al Patrimonio, Daniele Polato, si leva un bel sassolino dalla scarpa «In questi mesi abbiamo dovuto ascoltare di tutto- si sfoga- ci hanno detto che siamo dei barbari, degli incompetenti, che facciamo cose contrarie alla legge: con la sentenza di oggi chiunque può verificare che noi abbiamo agito con la massima correttezza. Ci tengo a dirlo, perché unopposizione politica alla nostra decisione di vendere palazzo è del tutto legittima, « troppe volte siamo stati attaccati sotto il profilo legale e adesso si vede quanto fossero inconsistenti le accuse che ci venivano rivolte». Battaglia finita? Non del tutto. Oltre al fatto che è ancora pendente un ricorso al Tar, il comitato può presentare reclamo e a quel punto un tribunale collegiale deciderà se confermare o meno quanto deciso ieri. Più importante è però il giudizio della Soprintendenza che deve dare lautorizzazione finale.