NAPOLI. Una serie di agitazioni potrebbe causare lapertura ritardata degli scavi di Pompei per i prossimi dieci giorni, proprio nel corso delle festività natalizie. La Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei ha reso noto che, per le assemblee sindacali del personale, indette dalle Cisl e Unsa, gli scavi potrebbero rimanere chiusi da oggi e fino al 28 dicembre dalle 8.30 alle 10.30. Le assemblee si svolgeranno allAuditorium, allordine del giorno il pagamento degli arretrati, per i quali già esiste un accordo, che i lavoratori richiedono prima di Natale. «Lamministrazione non rispettando i patti rischia di far ripristinare la chiusura settimanale degli scavi il lunedi, provocando una retrocessione dellofferta culturale di venti anni» scrivono in una nota i sindacati che contestano la possibilità che i Revisori dei Conti abbiano sollevato dubbi circa la legittimità dellutilizzo dei soldi degli incassi per pagare i lavoratori. Così mentre a Roma viene approvato un progetto nazio,nale per rilanciare lofferta culturale, a Pompei viene proposto ai sindacati di ridurre il personale dei siti periferici per accorparli agli scavi e conseguentemente "tagliare" su alcuni servizi della vigilanza; con rischi per la sicurezza del patrimonio di Stabia, Boscoreale e Oplonti. Non usa mezzi termini il Coordinatore Nazionale Ugl Beni Culturali, Renato Petra per manifestare il proprio dissenso su uniniziativa che rischia di avere ripercussioni in termini di sicurezza. La Ugl su questo aspetto ha scritto al Commissario Delegato, Renato Profili chiedendo ragguagli sulliniziativa e sullutilizzo dei fondi della soprintendenza per affidare lavoro straordinario. «In passato - ha spiegato Petra - il facile ricorso allo straordinario ha creato dissapori e vertenze tra lAmministrazione che non pagava e i lavoratori che, giustamente, poi pretendevano il dovuto, il tutto con le note conseguenze sulla fruibilità degli scavi e con disagi per lutenza. Con lavvento dellex Prefetto - conclude Petra - ci aspettavamo un cambio di tendenza rispetto alle passate gestioni ma queste iniziative rischiano solo di innescare nuovamente vecchie vertenze che credevamo oramai alle spalle senza apportare alcun beneficio». «Se manca personale si incominci a pensare ad assumere - commenta il Segretario Confederale della Ugl, Falco - tra laltro rilanciare lofferta culturale sarebbe contraddittorio se poi viene meno la sicurezza del patrimonio».