PATRIMONIO. Il fondo rustico di San Martino ceduto dal Comune all'Agec per 5,2 milioni Dopo il pronunciamento del tribunale di Verona che ha dato ragione al Comune sull'alienazione di Palazzo Forti, ieri l'assessore al patrimonio, Daniele Polato, ha annunciato l'avvenuta vendita di un'altra consistente parte del patrimonio di Achille Forti lasciato in eredità al Comune nel 1937. Si tratta di un terreno, il cosiddetto fondo rustico «Casa Pozza» che ha destinazione urbanistica residenziale, di proprietà del Comune di Verona ma sito nel territorio di San Martino. Il lotto misura 45.298 metri quadrati, con un'edificabilità di circa 35mila metri cubi. Il terreno è stato acquistato dall'Agec per cinque milioni e 200mila euro. L'azienda che gestisce il patrimonio immobiliare del Comune si accollerà anche i costi del piano di lottizzazione. Il rogito avverrà domani. La vendita del terreno all'Agec è stata decisa dopo che per la terza volta consecutiva nessun acquirente si era presentato all'asta pubblica indetta da Palazzo Barbieri. L'entrata prevista per le casse del Comune era di sei milioni e 634mila euro. «Ma con l'attuale situazione di crisi per il mercato», commenta l'assessore, «rischiavamo di cederla per una somma di molto inferiore e quindi abbiamo studiato un'alternativa, prendendo ad esempio il recente piano di riqualificazione di Borgo Nuovo che vedeva coinvolta l'Agec». Alla presentazione ha partecipato anche l'assessore alle aziende partecipate Enrico Toffali che ha sottolineato lo «spirito di collaborazione anche in termini operativi» e il fatto che «l'Agec valorizzerà il bene e il Comune si avvantaggerà delle plusvalenze». L'Agec potrà procedere con la vendita del lotto anche frazionandola in più appezzamenti. E l'accordo con l'Agec, spiegano Polato e Toffali, obbliga l'azienda a reinvestire gli utili derivanti da tale operazione attraverso interventi di manutenzione sugli alloggi di proprietà comunale. «Oltre a consentirci di incamerare fondi alienando un terreno che non produceva utili», ha concluso Polato, «questa operazione presenta una duplice connotazione sociale: abbiamo provveduto a ripianare con equivalenti risorse il lascito Forti, per ricostituirne la redditività e valorizzarne la finalità sociale prevista dalle disposizioni testamentarie. Inoltre, in accordo con il Comune di San Martino l'aggiudicatario avrà l'obbligo di costruirvi una struttura per servizi sociali che verrà assegnata all'Aias». E.S.