A rischio anche Tff e Fiera del Libro Le grandi manifestazioni culturali, artistiche e di spettacolo torinesi dalla Fiera del Libro a Traffic, dal Torino Film Festival alle altre manifestaioni cinematografiche, o ancora a Luci dArtista, Artissima, Torino Spiritualità potrebbero passare dallattuale cadenza annuale a quella biennale. È, si spera lultima, conseguenza della crisi che ha costretto enti locali e fondazioni a tagliare i fondi destinati alla cultura. La novità, una brutta novità, è uscita dalla riunione che si è tenuta ieri mattina nella sede della giunta regionale di piazza Castello presenti lassessore alla cultura della giunta Bresso Gianni Oliva, il sindaco Sergio Chiamparino insieme ai sue due assessori Fiorenzo Alfieri e Mario Viano e ai presidenti di Compagnia di San Paolo Angelo Benessia e di Fondazione Crt, Andrea Comba, oltre al segretario generale, Angelo Miglietta. Un vertice convocato per discutere dellutilizzo delle Ogr (che ospiteranno lo Science Center, in un primo tempo destinato a finire a Torino Esposizioni) e che per alla fine si è «allargato» fino a diventare un vero e proprio summit sul futuro delle politiche culturali piemontesi. Il quadro è, come si è detto, abbastanza desolante. Il Comune non ha soldi da spendere nella cultura (4,5 milioni di euro per la spesa corrente che serviranno appena a coprire il monte stipendi di musei e varie), 20 milioni di investimenti. E basta. Le fondazioni bancarie hanno deciso di spendere in cultura solo per investimenti e di non finanziarie più le altre iniziative. O almeno di «sponsorizzarne» solo alcune non più di due o tre lanno. E la Regione, a sua volta alle prese con seri tagli di budget, non può farcela a coprire tutto. Di qui lipotesi di rendere biennali alcune manifestazioni. «Lalternativa - spiega Oliva - è tra cercare di farle svolgere comunque tutte, sempre, ma a budget ridotto, oppure scadenzarle nel tempo». Non saranno comunque gli assessori a decidere, spiega ancora Oliva. Nei prossimi giorni lui e Alfieri inizieranno un giro di opinioni tra i responsabili delle varie manifestazioni per valutare insieme il da farsi. Poi dopo le vacanze natalizie si terrà un nuovo vertice. E, sulla base di quanto sarà emerso, si prenderanno le decisioni. Lassessore alla Cultura di Palazzo Civico si limita a spiegare che quella dello cadenzare in maniera diversa le manifestazioni «è una delle ipotesi in campo». Le fondazioni hanno ribadito che è necessario cambiare modello di finanziamento, che quello portato avanti fino ad oggi non è più sostenibile. Lapproccio deve essere manageriale. A preoccupare non sono solo le manifestazioni, ma la gestione dei musei, a partire dal Mao, ed in prospettiva il nuovo Museo dellAutomobile, messo in discussione perché non cè nessun partner privato, Fiat in testa, pronto a scommetterci. E né corso Vittorio Emanuele né via XX Settembre vogliono intervenire. verrà anche rivisto il progetto delle Ogr. «Non tutti gli spazi saranno utilizzati per lesposizione di arte contemporanea - spiega Viano - in una delle due maniche, quella verso la Cittadella del Politecnico, verrà collocato lo Science Center, oltre ad aziende collegate al Poli. La Regione ha rinunciato allipotesi Torino Esposizioni perché insostenibile anche da un punto di vista economico». È tramontata del tutto anche lipotesi di realizzare la biblioteca civica multimediale del Bellini. «La Compagnia di San Paolo - dice Viano - non può destinare le risorse auspicate. Ora vedremo come gestire il disagio della sede di corso Palestro, ci inventeremo qualche diavoleria con un progetto ridotto». Rimane poi lincognita Torino Esposizioni, visto che lo Science in versione ridotta andrà nelle ex Ogr. Un piano alternativo già esiste: lampliamento della facoltà di Architettura.