Sono partiti da Santa Maria Capua Vetere gli scandali che colpiscono la Regione e lUdeur il 15 gennaio, il Comune di Napoli ieri. Due filoni avviati per caso: una multa dellAutovelox e le concessioni edilizie di un paese, Orta di Atella. Ma sfociati in clamorose retate. Hanno molti punti di contatto e lo stesso metodo investigativo: le intercettazioni dei carabinieri di Caserta. Da Santa Maria Capua Vetere alla Dda: ecco la ricostruzione e gli intrecci di due inchieste parallele. Camilleri e Brancaccio i personaggi chiave Asse Caserta-Napoli, scandali nati per caso Da Mastella al Comune: fatali una multa dellAutovelox e gli abusi edilizi in un paese Come mai, da Caserta a Napoli? È possibile ricostruire gli imprevisti itinerari del caso Mastella e del blitz più temuto e annunciato attraverso atti e fasi che si perdono negli archivi giudiziari. Il primo non si sarebbe mai scoperto, se il consuocero dellex ministro della Giustizia avesse pagato una contravvenzione. Con un lampo dira brucia tutto: se stesso, i suoi affari e un partito. Carlo Camilleri alle 12.10 del 31 ottobre 2005 telefona al sindaco di Alvignano. Quel Comune pretende 380 euro. Si è raddoppiato limporto (173, 55 euro più sette di spese di notifica) per un eccesso di velocità della sua Mini Cooper sulla Telesina, rilevato dai vigili di Alvignano il giorno 17, come ieri, di aprile 2003. Il telefono di Domenico Bove è sotto controllo. Il sindaco sarà arrestato l8 giugno 2007, quasi due anni dopo la telefonata, con altro consigliere provinciale (Giacomo Caterino) e il direttore generale Anthony Acconcia, legato al presidente De Franciscis. Dopo la retata, i carabinieri raccolgono le briciole di quellindagine: la familiare arroganza li porta sulle piste di Camilleri. Andiamo a sentire, chi sarà mai? I magistrati di Santa Maria autorizzano, e il loro operato troverà conferma nel gip e nel Riesame di Napoli. La seconda squadra del tenente Antonio Lombardi, Nucleo operativo diretto dal capitano Costantino Airoldi, si imbatte in un personaggio al crocevia affari e intrighi politici. È il consuocero di Mastella e trascinerà nei guai lintera famiglia con il blitz del 15 gennaio 2008. Un colpo al governo Prodi, devastante per lUdeur. Linchiesta passa a Napoli, dove è localizzato il più grave reato: la concussione. Una richiesta a Bassolino di smontare lAsi di Benevento e cederne la presidenza per riparare alla mancata nomina nellIacp. Questa la tesi degli inquirenti. Laltro troncone spunta a Orta di Atella. Angelo Brancaccio, sindaco record, rieletto con il 90 per cento, consigliere regionale è accusato di una espansione urbanistica smodata. Centinaia di concessioni impossibili. Stravolge il piano regolatore più volte, si legge. Il paese passa da 10 mila a 23 mila abitanti. Ha una talpa, Castrese Rennese, poliziotto gratificato con una serie di favori. Esaurito il blitz con sei arresti, 8 maggio 2007, i carabinieri rileggono anche stavolta i passi marginali. Riaprono i telefoni. Per inseguire vicende penalmente rilevanti, e approfondirle. Cè tutto dentro lo staff di Angelo Brancaccio, che ha intanto fatto eleggere Salvatore Del Prete sindaco ed ha litigato con i Ds addirittura di schiera contro Bassolino, contesta lingresso nel partito a SantArpino di Giuseppe Savoia, suo nemico. Vale molti voti ed è accolto nonostante tutto nellUdeur. È un punto di contatto con laltro troncone, ma non il solo. I legami di Brancaccio sono coltivati anche dai suoi amici: ecco lo snodo dellinchiesta che porta al Comune di Napoli. Chiamano tutti Alfredo Romeo. Gaetano Lampitelli, titolare di Co. Ge. La. ottiene un appalto da un milione al Polo della Qualità di Marcianise grazie a Luigi Cirino Pomicino, che a sua volta vuole lasciare Arzano. Cerca suoli agricoli, certo di ottenere una variante e costruire. Si rivolge a Romeo, che ha tra laltro buoni rapporti anche con un magistrato giudicante, poi indagato a Roma, con interdizione del gip di Piazzale Clodio ma revocata dal Riesame laziale. Il colonnello Carmelo Burgio segue i due filoni, ormai è Napoli larea contaminata dalle operazioni che ruotano intorno a Romeo. Riferisce ai magistrati. Anche il secondo passa quindi alla Dda, il pool guidato da Franco Roberti. Si intuisce ascoltando Romeo tutto il degrado etico e politico del Comune e della politica di Napoli. È la primavera del 2008. I carabinieri sono anche sullaltro fronte: comincia la deriva stragista dei Casalesi il 5 maggio con il delitto di Mazzafarro, ucciso Umberto Bidognetti. Anche il pm Raffaello Falcone è sulle due emergenze. Con Vincenzo DOnofrio vede gonfiarsi il dossier su Romeo, braccato anche dalla Dia, con il capo Adolfo Grauso e un funzionario che aveva esplorato negli anni '90 il giro dei magistrati collusi, Francesca Fischetti. Coordinari dal pm, lavorano in parallelo Dia e carabinieri. I generali Elio Toscano e Franco Mottola intuiscono il pericolo: era in partenza il colonnello Burgio. Lo fermano. Convincono il comandante generale ad annullare il trasferimento. Caserta continua quindi a indagare su Napoli. Due piste: Global Service e scuola (refezione e riscaldamento in 10 municipalità) per un totale previsto di 700 milioni, 400 più 300. Da tempo era già precipitato nella rete di intercettazioni il provveditore Mautone, con tariffario di opere pubbliche ritoccato su richiesta. Personaggio chiave diventa Guido Russo, professore universitario, nominato dal Comune e molto gradito a Romeo. Global Service e scuola, stesso schema. La Procura passa alla fase 2. Dai telefoni ai sequestri di documenti: a Palazzo San Giacomo ormai è tutto chiaro, capiscono, saltano i progetti, addio affari milionari, ma è tardi. Chi si dimette, chi si uccide, chi aspetta lalba del nuovo disastro politico.