"Noi non centriamo e continuiamo a lavorare" Sguardi preoccupati, il camino spento, vuoto il sushi bar tirato a lucido Il portiere in elegante livrea color nocciola è sulluscio pronto ad accogliere chi arriva. Un inserviente asciuga il pavimento dellingresso bagnato dalla pioggia. Latrio del "Romeo" è quasi deserto, cè musica dambiente in sottofondo, il camino nero è spento, nella cigar room si tiene una ristretta riunione di lavoro, alla reception lavorano due addetti nella divisa firmata Rubinacci, il bancone in marmo bianco del sushi bar è tirato a lucido ma vuotissimo. Dallalba di ieri lhotel cinque stelle lusso di Alfredo Romeo, nellex palazzo Lauro di via Cristoforo Colombo, aperto a inizio settimana dopo tre giorni di feste di inaugurazione, è sotto sequestro per ordine della Procura della Repubblica di Napoli. Ma i "sigilli" disposti dalla magistratura non hanno fermato lattività. A parlarne con il direttore Hans Fritz e con la sua assistente Gaia Montuoro, il terremoto sembra lontano. «Abbiamo letto del sequestro su Internet» dicono entrambi, «ma non abbiamo avuto alcuna comunicazione su questa vicenda. Del resto, mi chiedo» aggiunge Fritz allargando le braccia, «che cosa centra lalbergo? Noi come vedete stiamo lavorando, per oggi attendiamo degli ospiti, questa è unimpresa che ha una propria autonomia, una società a parte, con un amministratore delegato che si chiama Francesco Verde». Camerieri gentilissimi attraversano a passi felpati le sale dingresso, però gli sguardi tradiscono la preoccupazione. Nellalbergo lavorano 126 persone. Maestranze che hanno in buona parte contratti attraverso agenzie di lavoro in affitto, secondo lazienda a Napoli non si è trovato personale specializzato, per cui non tutti sono alle dirette dipendenze della società che gestisce il ramo alberghiero della famiglia Romeo. Linchiesta della magistratura scuote la città e cala come un macigno sullalbergo che gli specialisti del settore definiscono il più sontuoso e innovativo di Napoli. Un operazione in cui il superimprenditore Romeo ha impiegato quasi 100 milioni. Il comunicato della Procura parla chiaro: "In concomitanza con lesecuzione dellordinanza di custodia cautelare, sono stati eseguiti sequestri di tutte le società direttamente o indirettamente riconducibili a Romeo Alfredo, per un valore complessivo di svariate centinaia di milioni di euro, compreso lalbergo recentemente inaugurato, anchesso oggetto di specifici episodi contestati nellambito della presente indagine, nonché di tutti i conti correnti bancari riconducibili a lui e al suo nucleo familiare". "Sigilli" al nuovissimo albergo e a tutte le attività economiche collegate allimprenditore napoletano che dal 1990 gestisce lintero patrimonio immobiliare del Comune di Napoli, circa 30 mila tra alloggi e locali commerciali. Un business milionario, quello gestito dalla "Romeo gestioni". Secondo unindagine contabile parallela della Guardia di finanza, coordinata dal procuratore generale della Corte dei conti, agli atti risultano immobili consegnati al degrado, un tasso di morosità del 41 per cento, per un danno erariale del Comune di almeno cento milioni di euro. Eppure la formula del "sistema Romeo" ha attecchito presso le amministrazioni di mezza Italia. Milano, Venezia, Firenze, Bologna: il gruppo immobiliare napoletano nel 2007 impiega più di 500 persone e controlla un patrimonio da 48 miliardi. Lavvocato Alfredo Romeo, sempre restìo a mostrarsi in pubblico, ha disertato la conferenza stampa di presentazione del "Romeo", l11 dicembre scorso, per evitare i giornalisti. Non ha potuto però evitare la fugace apparizione alla prima delle tre feste dapertura, con quasi 400 invitati. Giacca di tweed chiara, mise informale, limprenditore ha fatto uscire i fotografi, si è intrattenuto con gli ospiti più illustri, dal presidente degli industriali, Giovanni Lettieri allassessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, con il suo vecchio amico Claudio Velardi che prima ancora di essere assessore al Turismo della Regione, con la società Reti cura la comunicazione del suo Gruppo. Non più di tanto. Mentre partivano le note del concerto jazz di Mario Biondi, Romeo se nè andato via in silenzio, così come era arrivato. I guai giudiziari erano alle porte e lui lo sapeva.