I tagli al fondo unico per lo spettacolo avranno effetto sulla programmazione del Comunale a partire dalla prossima edizione del Maggio Musicale. Lo ha stabilito il consiglio damministrazione della Fondazione che si è riunito ieri, presieduto dal sindaco Leonardo Domenici, prendendo in esame il bilancio preventivo 2009. I consiglieri hanno preso atto della grave situazione di incertezza provocata dalla scure destinata ad abbattersi sul Fus e che, nonostante i reintegri promessi dal ministro dei Beni Culturali Bondi, sono a tuttoggi confermati, sebbene non se ne conosca lentità precisa: per il Maggio, dovrebbero aggirarsi dai 6 milioni e mezzo ai 9 milioni, una voragine simile a quella che, pochi anni fa, ha determinato il commissariamento. Per questo, sarà messa in pratica una strategia di riduzione dei costi della produzione artistica che, se non riguarderà la stagione in corso e gli spettacoli già venduti (salvo assestamenti come la sostituzione del balletto Don Chisciotte con Giselle, a gennaio) nel rispetto degli abbonati e degli spettatori già in possesso dei biglietti, avrà sicuri effetti sul prossimo festival, che si inaugurerà il 29 aprile con lultima opera della tetralogia wagneriana, Il crepuscolo degli Dei, diretta da Zubin Mehta e nellallestimento della Fura dels Baus. Stavolta non sarà il pubblico del Palau de les Arts di Valencia (con cui lo spettacolo è coprodotto) ad applaudire per primo levento, ma quello del Maggio. Lo spettacolo, infatti, sarà montato dalla compagnia catalana in prima assoluta a Firenze. E non rientra negli spettacoli a rischio cancellazione, visto che il cda condivide con il sovrintendente Francesco Giambrone la volontà di mantenere i rapporti non solo relativi al 2009, ma pluriennali, con istituzioni, artisti e complessi internazionali. Durante la seduta, civilissima e responsabile, con il consiglio damministrazione partecipe allunanimità ai problemi in cui il Maggio incorrerà a causa dei tagli al Fus, la riduzione del budget relativo alla produzione artistica nellambito del Maggio è stata definita consistente. Ma non ci saranno interventi sul personale: è stata ad esempio smentita lidea, che era stata paventata alla vigila, di uno scioglimento di Maggiodanza, la compagnia di ballo del Comunale; Giambrone e il cda sono stati casomai concordi nel mantenere i livelli occupazionali odierni, compatibilmente con la necessità di contenere le spese del personale in relazione alla ridefinizione dellattività artistica. Martedì, intanto prima del debutto dellElisir damore, i lavoratori del Maggio hanno fatto sentire di nuovo la loro voce proiettando una serie di fotografie di grandi direttori che hanno un rapporto continuativo con il Maggio come Riccardo Muti, Zubin Mehta, James Conlon, Seiji Ozawa, poi la scritta «non chiudeteci questo sipario, no ai tagli al Fus». La protesta è stata accolta con unovazione dal pubblico. (f.p.)