Lassessore aveva riunito i suoi e deciso di resistere. Uscirà dal Pd? "Non ci penso nemmeno" Lassemblea Pd decide a maggioranza. Lui: "Mi avete cacciato" Graziano Cioni, lassessore comunale alla sicurezza, indagato per corruzione nellinchiesta sullurbanizzazione dellarea di Castello, è fuori dalla corsa delle primarie del centrosinistra a sindaco di Firenze. Lassemblea cittadina del Partito democratico con 87 voti a favore, 35 contrari e 32 astenuti, ha infatti approvato la relazione del segretario cittadino del Pd Giacomo Billi che chiedeva ufficialmente a Cioni un passo indietro. «Così mi buttate fuori» ha commentato Cioni che non ha partecipato al voto e ha escluso di uscire dal Pd: «Non ci penso nemmeno». Primarie, il Pd ferma Cioni "Mi avete buttato fuori" Lassemblea divisa sul voto. Lassessore: ma io non lascio il partito E fuori. Lassessore Graziano Cioni non correrà alle primarie. Lassemblea cittadina del Pd vota la sua esclusione in una concitata riunione a Vie Nuove: 87 sì, 35 no e 32 astenuti il risultato finale di una votazione fatta per appello nominale. In pratica, un terzo del totale dei 237 componenti si è espresso a favore della mozione presentata dal segretario cittadino Giacomo Billi che propone il passaggio dalle primarie di partito a quelle di coalizione e «chiede a Cioni di non partecipare». E lassessore accetta il responso: «Me ne vado perché mi buttate fuori, altrimenti non sarei uscito», sono state le sue parole in apertura della riunione, subito dopo Billi. Cioni, indagato per corruzione nellinchiesta Castello, è fuori dalla gara ma non dal partito: «Uscire dal Pd? Non ci penso nemmeno», dice anche nellintervento, poco prima di lasciare Vie Nuove senza neppure aspettare la votazione. Parole che sembrano allontanare lipotesi di una lista civica. Ma non lo scontro politico in un partito che si scopre più diviso del previsto: «Una maggioranza forte di appena 20 voti si assume una responsabilità altissima che può mettere in difficoltà il Pd alle elezioni», commenta alla fine lassessore Riccardo Nencini, suo fedele alleato. «Non avevo alternative», se ne va provato anche Billi. Nei risultati del voto cè forse un elemento di contestazione al segretario? «Giudicate voi», si limita a dire Billi accennando un sorriso. La votazione è un pronunciamento politico. Non sufficiente a formalizzare il passaggio alle primarie di coalizione, per le quali si richiese la maggioranza qualificata dei componenti dellassemblea e non dei presenti. Sufficiente però a convincere Cioni: «E mi dispiace che anche i candidati abbiano detto che non devo correre», dice lassessore. Daniela Lastri, unica candidata eletta nellassemblea cittadina, si fa vedere a Vie Nuove ma è assente al momento del voto, che arriva dopo quasi tre ore di discussione. Un voto quanto mai sofferto, di fronte al quale alcuni presenti preferiscono sottrarsi uscendo prima del tempo. Intorno alle 19.30 la presidente dellassemblea Titta Meucci chiede a chi non fa parte dellassemblea di uscire dalla stanza. Ma quando i delegati alzano la mano sventolando il foglietto giallo della delega gli scrutatori si arrendono: impossibile contare la selva di mani alzate. Si passa allappello nominale per ordine alfabetico, la platea si divide e qua e là si vedono occhi lucidi e arrossati: tra i favorevoli alla mozione e alla richiesta di estromissione di Cioni, ci sono Stefano Marmugi, Elisabetta Masciarelli, Osvaldo Miraglia, Silvia Mariani, Adamo Azzarello e anche Sonia Innocenti, la vittima della presunta violenza privata per cui è indagato lo stesso Cioni. Tra i contrari si contano Tea Albini, Valdemaro Nutini, Pierluigi Mennonna, Valentina Borgogni, Rosa Maria Di Giorgi, Patrizia Zavataro. Un piccolo intoppo alla lettera «d»: viene chiamato Leonardo Domenici. «E incatenato», sussurra qualcuno a proposito del sindaco che in quel momento si trova nella trasmissione "Otto e mezzo". Dove definisce «una scelta saggia» quella che Cioni «ha fatto autonomamente». I sostenitori di Lastri e Pistelli sono per lo più schierati a favore. Molti dei fan di Matteo Renzi scelgono invece lastensione: «Il passo indietro di Graziano è un fatto utile e positivo, anche se continuo a pensare che cambiare le regole in corsa è un fatto negativo», commenta in tarda serata lo stesso Renzi.
TOSCANA, URBANISTICA, POLITICA: Cioni fuori dalle primarie
Il lassessore comunale alla sicurezza di Firenze, Graziano Cioni, è stato escluso dalle primarie del centrosinistra a sindaco di Firenze. La decisione è stata presa dalla maggioranza della assemblea cittadina del Pd, con 87 voti a favore, 35 contrari e 32 astenuti. Cioni ha espresso la sua intenzione di non uscire dal Pd, affermando "Non ci penso nemmeno". La decisione è stata presa dopo una lunga discussione, durante la quale alcuni presenti hanno espresso la loro opposizione alla mozione. La votazione è stata condotta per appello nominale, con un terzo dei componenti dell'assemblea che si è espresso a favore della mozione.
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