Contatti per poter disporre di una struttura per la stagione lirica che inizia a marzo La fondazione Petruzzelli per la stagione lirico-sinfonica 2009, scommette sul 18. E il numero del padiglione che alla Fiera del levante ospita il salone nautico, ma che da marzo a dicembre dellanno prossimo potrebbe essere il palcoscenico dove si esibiranno gli artisti. Sempre che il "teatro rosso" rimesso a nuovo, ma ancora chiuso, per quel periodo non sia disponibile. Ma il quattordicesimo ente lirico italiano non vuole correre il pericolo di fare saltare il prestigioso appuntamento e immagina di dotarsi di quella che sarebbe un vero e proprio teatro di scorta. "Opere e balletti al padiglione 18" La Fondazione: ipotesi Fiera per salvare la stagione lirica Per far fronte anche alla indisponibilità del Piccinni e varare il calendario del 2009: la struttura può ospitare 1500 spettatori La fondazione Petruzzelli per la stagione lirico-sinfonica 2009, scommette sul 18. È il numero del padiglione che alla Fiera del levante ospita il salone nautico, ma che da marzo a dicembre dellanno prossimo potrebbe essere il palcoscenico dove si esibiranno gli artisti. Sempre che il "teatro rosso" rimesso a nuovo, ma ancora chiuso, per quel periodo non sia disponibile, così come invece assicura il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Ma il quattordicesimo ente lirico italiano costituito dal 2003 non vuole correre il pericolo di fare saltare il prestigioso appuntamento e immagina di dotarsi di quella che sarebbe una vera e propria ciambella di salvataggio. Petruzzelli a parte infatti, Bari scopre di essere orfana di teatri: quelli esistenti o sono troppo piccoli oppure stanno per chiudere i battenti. A cominciare dal Piccinni. Non più tardi di qualche settimana fa, prima della recita della Bohème, il sindaco Michele Emiliano aveva guadagnato il palco per annunciare: «Signore e signori, assisterete allultima opera che va in scena in questo glorioso teatro». Cera dunque la necessità di metterci una pezza. Ecco allora che alla Fondazione rispolverano laccordo siglato nel 2007 con la Fiera del levante: quello che aveva consentito di potere apprezzare allinterno del quartiere destinato ad accogliere la Campionaria, numeri uno della musica come Zubin Meta o Giovanni Allevi. Ci sarebbe cioè, lo strumento attraverso cui consolidare lintesa di un anno fa. Sono in corso in questi giorni contatti fra esponenti della Fondazione ed il vicepresidente di Fld Antonio Ciuffreda, che avverte: «Purché qualunque soluzione legata alluso di uno dei padiglioni, sia conciliabile con il calendario degli eventi fieristici». Il "18", a quanto pare, potrebbe essere riorganizzato per dare vita ad una platea grande tra i mille e i millecinquecento posti. Alla Fiera del levante sarebbe pagato laffitto del capannone. Ancorché è presto per occuparsi dei dettagli di un contratto di cui, probabilmente, si parlerà sia pure informalmente nel corso del consiglio di amministrazione della Fondazione fissato per domenica 21. Giacché nellordine del giorno non cè traccia di quello che potrebbe essere definito il "lodo Fdl". Emiliano piuttosto, farà il punto dopo il primo incontro romano, martedì 9, tra Bondi, gli esponenti della famiglia Messeni Nemagna e i rappresentanti degli enti locali; quanto al sovrintendente Giandomenico Vaccari, illustrerà il bilancio di previsione. Secondo gli addetti ai lavori, soltanto a gennaio sarà possibile capire se il Petruzzelli alzerà il sipario nel mese di marzo. Le «delicate questioni giuridiche tuttora insolute», per dirla con le parole del ministro, potrebbero materializzare altri bastoni tra le ruote e quindi lennesimo rinvio. Del resto il sindaco-presidente della Fondazione era stato chiaro: «Possiamo rinegoziare qualunque cosa, ma non sotto il ricatto della mancata consegna del teatro». Il rischio è che la stessa Fondazione sia commissariata. Fondazione che senza il "salvagente Fdl" potrebbe addirittura affogare. ------------------------------------------------ Lavvocato scrive al ministro: "Lente punta sul protocollo del 2002 ma la Regione lo nega e chiede la restituzione delle somme" La minaccia degli eredi: "Qui salta tutto" Lettera di Amenduni: "Se qualcuno pensa a un nuovo esproprio vuol dire che vuole andare allo sfascio" «Caro ministro, cè il rischio di far saltare tutto». La lettera è sul tavolo del titolare dei Beni culturali, Sandro Bondi. Lavvocato Ascanio Amenduni lha scritta, per contro del 75 per cento della famiglia Messeni Nemagna, per segnalare un problema che, a suo giudizio, pesa come un macigno sulla riapertura del Teatro Petruzzelli. «Ho ritenuto opportuno informare il ministro della condotta della Regione - spiega il legale - La situazione non è così rosea e armonica così come sembrava alla fine della prima riunione del tavolo tecnico. A Roma il rappresentante della Regione ha detto che si riservava di decidere. Qualche giorno dopo, lassessore Godelli ha fatto sapere che non soltanto non rinuncerà al ricorso per la nullità del protocollo dintesa del 2002, ma ha anche aggiunto che chiederà la restituzione dei finanziamenti stanziati per la ricostruzione. Se questo è lo scioglimento della riserva, siamo molto preoccupati». In attesa del sopralluogo nel Teatro, fissato per il 23 dicembre, la maggioranza della proprietà intravede nubi allorizzonte. «La Regione - insiste Amenduni - non ha fatto alcun passo indietro. Ha promosso unazione contro la validità del protocollo e non vuole rinunciarvi. La pretesa è assolutamente legittima, però crea un indubbio conflitto di interessi fra la stessa Regione e la fondazione lirico-sinfonica. Se, infatti, lente lirico preme per lattuazione del protocollo dintesa, perché è lunico titolo giuridico per ottenere la gestione del Teatro, il governo regionale ne vuole labrogazione. Tutto ciò è singolare e mi ricorda in qualche modo la vicenda di Punta Perotti. Il protocollo dintesa è stato firmato nel 2002 e i lavori di ricostruzione sono iniziati nel 2006. Perché la Regione ha atteso il completamento delle opere per eccepire la nullità del protocollo dintesa? Perché non lha fatto prima?». I tempi di decisione sul ricorso non saranno brevi. Laltro giorno il giudice si è riservato di decidere sulla richiesta dellavvocato Amenduni di riunire il procedimento sulluso del marchio, nellambito del quale la Regione ha eccepito la nullità del protocollo dintesa, e lazione dei proprietari contro la fondazione lirico-sinfonica per il pagamento della penale per il ritardo nella ricostruzione. «Ho chiesto anche che la decisione sia differita ad un momento successiva alla chiusura del tavolo tecnico con il ministero dei Beni culturali - dice Amenduni - Si corre il rischio di complicare tutto. Se afferma che il protocollo dintesa non esiste, la Regione deve avere anche il coraggio di dire che la fondazione lirico-sinfonica non potrà gestire il Teatro. Lunico atto che lega lente lirico al Teatro è il protocollo dintesa. Se viene meno, la fondazione non può pretendere le chiavi del Petruzzelli. Per questo è opportuno che gli enti pubblici territoriali si chiariscano fra loro ed è giusto che il ministro lo sappia». Non è però da escludere che lazione di nullità del protocollo dintesa sia propedeutica ad un altro esproprio, questa volta per via ordinaria. «Se qualcuno pensa questo, vuol dire che vuole lo sfascio - avverte Amenduni - I proprietari non resteranno a guardare. Hanno già dimostrato di sapersi difendere».