UFFICIALMENTE i giochi sono fermi, in attesa del parere definitivo degli archeologi. Ufficiosamente si attende la trasferta romana del soprintendente regionale Stefano De Caro, che nei prossimi giorni presenterà la sua relazione al comitato tecnico del ministero perché si prenda, in quella sede, la decisione definitiva sul futuro della stazione di piazza Nicola Amore. Sulla variante al progetto della fermata Duomo per consentire il recupero e la valorizzazione dei reperti non c'è mai stata perfetta identità di vedute. L'ipotesi di uno spostamento della stazione piace agli esperti di cose antiche, molto meno a chi si pone l'obiettivo di completare la ferrovia sotterranea senza andare troppo oltre la prevista tabella di marcia. L'ostacolo potrebbe essere aggirato con la previsione di uno scavo su due livelli, che in termini economici corrisponde a un aumento dei costi pari a circa 15 milioni di euro e in termini tecnici pone, comunque, una serie di problemi piuttosto delicati. Primo fra tutti, la messa in sicurezza delle aree che circondano il cantiere con un sistema di paratìe parallele in grado di scongiurare ogni rischio di smottamento del terreno. Alla luce di queste considerazioni non può considerarsi un fatto casuale, né una semplice visita di cortesia, il recente sopralluogo dell'ingegnere Goffredo Lombardi, responsabile del dipartimento difesa del suolo, già impegnato nel difficile compito di «sollevare dal baratro» il manto stradale di via Settembrini. L'ultima parola spetterà dunque a Roma, come ha avuto modo di sottolineare il ministro Giuliano Urbani prima della sua visita nei cantieri del metrò: «Spostare la stazione? Non è escluso. Aspettiamo che gli archeologi completino il loro lavoro: poi, dal momento che si tratta di scelte molto delicate, affideremo la decisione al comitato di settore, che è il nostro massimo organismo tecnico, una specie di corte di cassazione di materia di beni culturali». E proprio in sede di comitato, nei prossimi giorni, sarà chiamato a rappresentare il suo pensiero il soprintendente archeologico regionale Stefano De Caro. Due settimane ancora, fanno sapere gli addetti ai lavori, e avremo le idee chiare sull'edificio imperiale di piazza Nicola Amore. Il monumento sta venendo fuori in ottime condizioni, più di quanto fosse possibile immaginare quando ne sono state individuate le prime tracce, e si fa sempre più pressante l'esigenza di non spostarlo per non mettere a rischio le strutture architettoniche e i preziosi mosaici pavimentali. Due settimane ancora, aggiunge il presidente della Metropolitana ingegnere Giannegidio Silva, e sarà possibile sedersi di nuovo intorno al tavolo per prendere una decisione definitiva: «Per quanto ci riguarda - precisa - siamo pronti a riscrivere il progetto della stazione Duomo. Quello che sta venendo fuori dal cantiere rappresenta qualcosa di eccezionale, non possiamo non tenerne conto».
Trasloco della stazione, decide il ministro
Il progetto della stazione di piazza Nicola Amore è stato fermato, in attesa del parere definitivo degli archeologi. Il soprintendente regionale Stefano De Caro sta per presentare la sua relazione al comitato tecnico del ministero per prendere una decisione definitiva. L'ipotesi di spostare la stazione per consentire il recupero dei reperti non è stata accettata dagli esperti di cose antiche. L'ostacolo potrebbe essere aggirato con uno scavo su due livelli, ma ciò aumenterebbe i costi e poneva problemi tecnici. L'ingegnere Goffredo Lombardi ha fatto un sopralluogo recente e il ministro Giuliano Urbani ha sottolineato che la decisione spetterà al comitato di settore.
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