Comune, Provincia, imprenditori, Camera di commercio, nessuno deve stare fuori. Stavolta niente conflitti. La posta in gioco è alta. La Fondazione Cariplo finanzia alcuni superprogetti presentati da distretti molto coesi. Mantova concorre con altri 9 Comuni. Nome: Regge dei Gonzaga. La richiesta è di 4 milioni di euro, e il gruppo non può fare una grinza. Politica, cultura e impresa coinvolti nella stessa avventura. Il rapporto finale del distretto Le Regge dei Gonzaga dovrà essere pronto fra cinque mesi. PREPROGETTI. Gli obiettivi imposti dalla Fondazione Cariplo sono severi, esigono proposte concrete: creare condizioni di sviluppo economico-territoriale attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale locale in connessione con le altre filiere economiche. Si sa che la Fondazione Cariplo ha ammesso - a livello regionale - 9 preprogetti di cui tre riguardano il Mantovano e altrettanti distretti che si stanno organizzando: Alto Mantovano, Basso Mantovano e le Regge dei Gonzaga. Su Mantova il progetto più immediato e ambizioso è quello del completamento del restauro di Palazzo Te, delle facciate e dell'Appartamento della Grotta. Perché la villa (di proprietà comunale) è motore-vetrina della città. Una lunga e larga tavola rotonda ieri mattina ha messo a fuoco concetti e obiettivi. Nella sede dell'Assindustria amministratori, imprenditori, tecnici e specialisti, tutti insieme. L'iniziativa ha centrato perlomeno tre risultati. Una tappa verso la definizione del progetto e la fase decisionale della Fondazione Cariplo. Una prova di dialogo fra il governo cittadino e gli imprenditori (si sa, i rapporti sono tiepidi). Uno sforzo per procedere oltre la definizione concettuale di Mantova, ovvero verso una sinergia, lavoro e reddito da cultura. Parola d'ordine: fare sinergia. Pronunciata dal presidente di Assindustria è anche una dichiarazione di disponibilità: «Siamo molto orgogliosi del nostro patrimonio, ma anche sensibili al nuovo - ha detto Carlo Zanetti. -. Ecco perché promuoviamo la candidatura di Mantova». Invito: «Diamoci allora una mossa tutti. Politica, cultura ed economia collaborino». IDENTITÀ. Il sindaco l'ha detto e ripetuto. È stato il Comune a volere la tavola rotonda nella "casa" degli industriali. Fiorenza Brioni ha infatti proposto un'«azione nuova dentro tempi nuovi, perché siamo nell'epoca dell'economia della conoscenza». Il primo cittadino ha insistito sul concetto «di identità per contrastare l'omologazione e il conformismo». Tesi che più tardi Michele Trimarchi del Dams di Bologna ha condensato nel motto "non di sole visite turistiche vive una città", ma di un sistesa diffuso e partecipato di proposte. Stessa idea che Andrea Pollarini del Loisir di Rimini ha trasfuso in una nuova esigenza dell'industria turistica: prima si chiedeva ai centri urbani quello che avevano anche loro (monumenti, ambiente, gastronomia, festival), ora si domanda quello che hanno solo loro. Unicità, quindi. Fiorenza Brioni ha parlato del XXI come del «secolo delle città, dove cresce una nuova equazione fra lo sviluppo economico e lo sviluppo civile». I comandamenti della Brioni sono cinque. Primo: valorizzazione del patrimonio storico-artistico e della bellezza del paesaggio. Secondo: costituzione di una città-rete, cioè fatta di identità. Terzo: esaltare la città creativa, sia nel senso intellettuale che in quello fattivo. Quarto: guidare le energie e le risorse in un territorio dove «la cittadinanza attiva, il buonvivere e il benessere, rappresentano un'attitudine speciale». Quinto: proprio la cultura deve imprimere carattere allo sviluppo economico. SIAMO UN FORMAT. Sul valore della creatività si sono soffermati i partecipanti. È emerso che Mantova - al di là dello slogan Città dei Festival - è una città che inventa format esportabili. E li ha imposti in Italia. Sono 600 i festival cresciuti nel Paese. Circa il lavoro creativo, Giorgio Casoni del Politecnico di Milano, ha ricordato che su 20 città analoghe che producono cultura Mantova sta al 18 posto per il totale di occupati in ambiti creativi, che vuol dire fare impresa. È il caso della Berman di San Benedetto - rappresentata da Roberto Artioli - che produce componenti di carrozzeria e accessori originali, e promuove concorsi mondiali di design automobilistico. CONCRETEZZA. È stato il vice sindaco e assessore alla cultura Paolo Gianolio a privilegiare la necessità di legare amministrazione pubblica a imprese, a individuare regole di sviluppo certe e condivise da tutti, e a dire che i confronti anche se interessanti spesso non fruttano concretezza. «Perché il bando della Fondazione Cariplo suggerisce un modo assolutamente diverso di partecipare al sistema integrato fra cultura e impresa».