Per Italia Nostra e per la Soprintendenza ai beni architettonici di Brescia queir hangar non s'aveva da fare. Ora anche il Tar ha bocciato il parallelepipedo di cemento 60 metri per 70 e alto 8 , che dal 2007 si specchia nelle acque del porto di Moniga. Una delle più recenti «Punta Perotti» del Garda è un hangar con 330 posti barca e, sul tetto, 136 posti auto ad uso del Comune (posti a pagamento a ridosso del centro). Un anno fa la Soprintendenza era intervenuta sostenendo che quella costruzione «altera le lente ondulazioni della collina che scende a lago» e aveva chiesto al Comune di revocare i permessi di edificabilità. Una presa di posizione chiara che aveva indotto la «Moniga Porto srl», proprietaria dell'immobile, a ricorrere al Tar. Il motivo? Dimostrare che l'hangar era stato costruito seguendo le «regolari procedure amministrative» e soprattutto dimostrare come i «niet» della Soprintendenza (tre bocciature del progetto in due anni) non fossero vincolanti per la realizzazione della struttura. Un anno di battaglie a suon di perizie e carte bollate che il 10 dicembre si è concluso con l'inappellabile sentenza del Tar bresciano: ricorso respinto con grande conforto di Italia Nostra che adesso chiede l'abbattimento immediato dell'«ecomostro». L'architetto Rossana Bettinelli, vicepresidente nazionale di Italia Nostra e presidente della sezione bresciana, chiosa: «Non ci si potrà limitare a una multa 0 a un'ammenda amministrativa che sani l'abuso edilizio. Il caso è paradig-matico. Se l'hangar non verrà abbattuto si penserà che sul Garda si può costruire tutto quel che si vuole, anche contro il parere della Soprintendenza». Per ora, in riva al lago non si vedono né ruspe né caterpillar. Malgrado il Tar e le raccomandazioni della Soprintendenza, l'hangar di Moniga è ancora al suo posto. La sentenza sembra non aver smosso eccessivamente le acque in Comune, dove il sindaco Pd, Lorella Lavo, evita di entrare nel merito della questione: «Ci atterremo a quanto indicato dal Tribunale amministrativo. Il resto sono solo polemiche sterili». Eppure la sentenza non lascia dubbi: «II Comune si legge nelle motivazioni del giudice avrebbe dovuto chiedere il parere vincolante del Ministero. Parere che non è stato acquisito». n ricorso è stato respinto paradossalmente con la compensazione delle spese , con il giallo della «sanabilità dell'opera». Il Tar, infatti, non si è espresso sulla possibile sanatoria, è entrato nel merito dei vizi procedurali contestati alla proprietà nel corso della realizzazione dell'opera, ma non si è espresso sul futuro dell'hangar. A questo punto Italia Nostra rilancia. «Questa sentenza commenta l'architetto Bettinelli dev'essere d'esempio per chiunque tenti di sottrarsi al rispetto del vincolo ambientale. La demolizione dell' hangar abusivo è ora un atto doveroso che va perseguito perché altri malintenzionati non pensino che basti pagare una sanzione per occupare gli ormai fragili paesaggi del lago di Garda. Per un territorio in "codice rosso" questa è l'unica speranza di salvezza». I Comuni gardesani sono avvisati...
LOMBARDIA, BRESCIA - II tribunale condanna l'hangar-ecomostro
Il Tar bresciano ha respinto il ricorso della Moniga Porto srl contro la sentenza della Soprintendenza ai beni architettonici di Brescia che aveva chiesto l'abbattimento dell'hangar costruito nel 2007 sul porto di Moniga. L'hangar, con 330 posti barca e 136 posti auto, altera le lente ondulazioni della collina che scende a lago e non è stato costruito seguendo le regolari procedure amministrative. La Soprintendenza aveva richiesto al Comune di revocare i permessi di edificabilità, ma la Moniga Porto srl aveva ricorso al Tar. La sentenza del Tar respinge il ricorso e ordina la demolizione dell'hangar.
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