Bisogna «chiudere i musei minori», secondo il presidente campano della Fiavet, Ettore Cucari. Il leader della federazione italiana associazioni e imprese di viaggi e turismo, entra così nel merito della polemica scatenata dall'intervento di Mario Resca, consigliere del ministero per i Beni culturali e neodirettore dei musei nazionali, il quale ha parlato ai giornalisti della cattiva gestione del Museo Archeologico, di Pompei, e di altri siti e musei campani. Resca si lamenta del fatto che i bagni dell'Archeologico sono inservibili, che non c'è un bar dove prendere il caffè, parlando chiaro e tondo di cattiva accoglienza e di «scempio dei beni». E allora Cucari risponde che, per razionalizzare le risorse, bisogna chiudere i musei minori. «La coperta è corta - spiega il presidente della Fiavet -quindi l'unica soluzione è quella di accorciarci un po'. E' facile prendersela con i soprintendenti, ma è anche vero che spesso, semplicemente mancano i soldi per fare le cose». Non è così semplice, e Cucari lo sa bene. Alla fine, «i soprintendenti hanno le loro responsabilità», ammette il leader della Fiavet, «però consideri che io ho parlato poco fa con Spinosa, e mi ha confessato che il museo di Villa Pignatelli chiude ogni giorno alle 14 perché non ci sono i soldi per pagare la corrente». Di nomi non ne vuole fare Cucari, e neanche di indirizzi. Però è chiaro che «se ci accorgiamo, dati alla mano, che in un determinato museo o in un sito archeologico ci sono stati duecento visitatori in un anno, allora è evidente che non possiamo permetterci di tenerlo aperto. Vanno chiusi, o perlomeno accorpati. Dobbiamo unire le nostre forze per andare aventi nonostante la scarsità di fondi». Sulla questione Museo Archeologico, il presidente Fiavet Campania dice che «forse è effettivamente un problema di trascuratezza, o forse non hanno abbastanza personale. A Napoli si parla del problema dei bagni pubblici da vent'anni, da prima che io cominciassi a occuparmi di turismo. A Pompei, per dirne un'altra, bisogna fare ore di fila per pagare il biglietto in contanti: la carta di credito non è utilizzabile. Non si tratta di dettagli: l'attenzione a queste cose da parte dei turisti è altissima». Per risollevare le sorti dei musei importanti, com'è appunto quello Nazionale, si potrebbero allestire «attività serali, come quelle organizzate da Cycelin al Madre (disponendo ovviamente di tutte le autorizzazioni), in modo da consentire ai turisti e ai visitatori in genere di restare al Museo, ascoltando musica e mangiando qualcosa, durante tutta la giornata». Il sogno della rinascita, era appunto un sogno. Poi ci si è svegliati, accorgendosi che la coperta è corta, come dice Cucari. «Al tempo di Napoli porte aperte ci è sembrato di vivere una rinascita, che la città dei monumenti stesse risorgendo in tutto il suo splendore. In realtà non è stato così: molti di quei monumenti, di quelle chiese, oggi hanno chiuso perché i soldi non bastano». Ma di fronte alla minaccia di un fallimento o di una brutta figura - come quella fatta dinanzi al supermanager Resca - le chiusure, per dirla con Cucari, è meglio programmarle, piuttosto che subirle come eventi infausti ed imprevisti.