Dicono, i maligni, che la pace non scoppierà mai: Forza Italia da una parte, An dall'altra, e poco importa che il Pdl stia nascendo, o che Alemanno debba governare il Campidoglio; tra i due partiti, al di là delle smentite ufficiali, la tensione è costante. L'ultimo episodio, il più recente, è firmato Francesco Giro, ex commissario romano di Berlusconi e attuale sottosegretario ai Beni culturali. La critica, stavolta, è legata al concerto di Gianna Nannini al Colosseo: «Certi monumenti - dice Giro - non hanno bisogno di simili eventi per farsi pubblicità». Gli risponde Cutrufo, il vicesindaco: «Ma non è Giro che ha organizzato la chiusura della campagna elettorale, con musica e balletti, sempre al Colosseo?». Sì, è lui. Bratta aria, tra An e Forza Italia. Dicono, i maligni, che i dissapori sono cominciati dopo le elezioni, quand'è arrivato il momento della spartizione delle poltrone, questa tua questa mia. Dicono, poi, che le incomprensioni siano proseguite - e gli archivi sono lì a dimostrarlo - quando s'è trattato di lavorare, organizzare riunioni, consultazioni, quando si è trattato di prendere decisioni tutti insieme: perché, ecco, Forza Italia non ha amato questo modo di fare di Alemanno. Gli azzurri, infatti, sostengono che «manca collegialità», che «ci convoca, ci comunica le decisioni, e scioglie la seduta». Chissà. Di certo, non è la prima che Francesco Giro spedisce bordate al Campidoglio. Qualche settimana fa, Cutrufo lanciò l'idea di «rivestire parte del Colosseo, anche Giro ne è entusiasta»; e Giro, il giorno dopo, in realtà si disse «perplesso». «Il concerto rock al Colosseo per Capodanno non è certo utile al Colosseo o ai Fori - dice adesso il sottosegretario -. I monumenti non hanno bisogno di questi eventi per farsi pubblicità, ma anzi potrebbero riceverne danni. In futuro, nell'ambito del grande progetto della Casa dei Fori, quello dei concertoni è una strategia che va rivista». Dice di più, Giro, che «non possiamo tollerare che per fare cassa si debbano organizzare forzatamente grandi eventi in zone ar-cheologiche che potrebbero essere a rischio. Ci sono luoghi più adatti per ospitare i concerti rock, ma certo il Colosseo e i Fori no. Non sono affatto d'accordo con queste operazioni. Sono invece favorevole ad un progetto di risanamento e valorizzazione nell'ottica di partnership istituzionali prestigiose non solo nazionali ma anche internazionali all'insegna di prestiti eccellenti che non solo valorizzano l'opera italiana all'estero ma diventano fonti di risorse per noi». Angelo Bottini, soprintendente archeologico, è ugualmente critico: «Non sono d'accordo, ma d'altronde l'area del concerto è suolo comunale, estraneo alla nostra gestione». Ma, al di là del pure illustre parere di Bottini, è quello di Giro che fa rumore: perché conferma ciò che tutti, ormai, sanno.