L'ARTIGIANATO cresce, soprattutto nei punti vendita di gallerie e musei. Un'indagine presentata dalla Provincia e realizzata su dati di Zetema-Ingegneria della Cultura fa il quadro della situazione. Nei bookshop dei musei della capitale non sono mancati gli affari. Gli oggetti in vendita sono diversi: l'abbigliamento va da un prezzo minimo di 16 euro a un massimo di 35, gli accessori da 6 a 232 euro, la cartotecnica da 0,50 a 4 euro, l'oggettistica da 6,50 a 77,47 euro, le riproduzioni da 9,30 a 82,63 euro. I costi considerati riguardano i prodotti acquistati dai concessionari direttamente dai produttori. Lo sviluppo del settore dei «servizi aggiuntivi» è recente ma ha numeri davvero sorprendenti. Secondo i dati del 2000 nell'Anfiteatro Flavio, dal 18 giugno 1998, data dell'attivazione del servizio, sono stati emessi 4.729 scontrini, per un totale di acquisti pari a 84.135.200 di vecchie lire, con una media di acquisti pari a 17.791 lire. Nella Domus Aurea, dal 24 giugno 1999, gli scontrini sono stati 31.286, con un incasso superiore a 723 milioni, alla Galleria Spada, dall'1 febbraio 1998, gli scontrini hanno raggiunto quota 4.404, con un guadagno di 42.445.970 di lire. In testa ci sono il museo e la Galleria Borghese, in cui gli scontrini sono stati 99.606, pari a oltre un miliardo e 800 milioni di vecchie lire di incassi. Segue la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, che ha attivato il servizio nel 1996 e ha superato i 700 milioni di lire di guadagno, con una media di acquisto di 34.792 lire. Non vanno male neanche il museo etrusco di Villa Giulia, con oltre 233 milioni di incasso, il museo nazionale romano, con oltre 511 milioni, il Palatino e Foro romano con più di 589 milioni, Palazzo Altemps, con 9.544 scontrini e un incasso di 269 milioni, gli scavi di Ostia antica e il museo, con oltre 287 milioni di lire. Le Terme di Caracalla hanno incassato 102 milioni di vecchie lire, Villa Adriana a Tivoli 519 milioni, Villa dei Quintili oltre 74 milioni. Tutti ricavi dei soli bookshop. Farà il punto sulle prossime strategie per incrementare l'artigianato, uno specifico workshop, che conclude il percorso di ricerca e di collaborazione tra la Provincia e l'assessorato alle attività produttive, che nel 2003 hanno promosso un progetto di sostegno per la promozione dell'artigianato artistico nei musei, affidandone l'attuazione al Consorzio Civita. «Sarà istituito presto - precisano da Palazzo Valentini - un comitato tecnico scientifico che avrà il compito di vagliare le ulteriori richieste di adesione al progetto, accogliendo le proposte degli artigiani interessati, rilasciando il marchio di prodotto di qualità per il merchandising museale e sarà pubblicato il bando per la creazione di un marchio per il prodotto artistico di Qualità. L'iniziativa sarà accompagnata dalla realizzazione di un depliant informativo su questi specifici prodotti». Soddisfatto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Cna: «Si è aperto un nuovo mercato che può creare uno sbocco di nicchia per alcuni artigiani. Va stabilita però anche qualche modifica per incentivare lo sviluppo».
Artigianato, nei musei va a gonfie vele
L'artigianato cresce nei punti vendita di gallerie e musei. Secondo un'indagine della Provincia, i bookshop dei musei della capitale hanno registrato un aumento dei vendite. Gli oggetti venduti includono l'abbigliamento, gli accessori, la cartotecnica, l'oggettistica e le riproduzioni. I costi dei prodotti sono stati considerati. Lo sviluppo del settore dei servizi aggiuntivi è recente, ma ha numeri sorprendenti. I musei hanno registrato un aumento significativo degli incassi grazie al servizio di vendita di merchandising. Il museo e la Galleria Borghese hanno registrato i maggiori incassi, con oltre un miliardo e 800 milioni di vecchie lire.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo