BRESSANONE. Promossa una raccolta di firme per dire no al progetto di realizzazione dell'hotel da 220 posti letti nei prati Koja di Meluno. L'iniziativa è dell'associazione Heimat, in collaborazione con l'Heimatpflegeverband e Legambiente, e l'obiettivo è quello di sollecitare la Provincia a rigettare un progetto già approvato dal Comune. «Non siamo contrari alla realizzazione di un hotel ma al posto scelto dagli albergatori Sanoner e dal Comune, vale a dire i prati Koja - ha spiegato il portavoce di Heimat, Klaus Vontavon -. I motivi sono diversi. La costruzione di un complesso con oltre 200 posti letto distruggerebbe irrimediabilmente un gioiello paesaggistico nell'area montana di Bressanone, il traffico aumenterebbe, l'approvvigionamento di acqua potabile e l'alto consumo energetico di un centro wellness costituirebbero un carico difficilmente sopportabile per il sistema ecologico locale e, come ci ha anche confermato il sindaco, questo hotel non avrebbe alcuna ricaduta positiva sul complesso sciistico della Plose e sulla carenza di posti letto più volte denunciata e non risolverebbe nessuno dei problemi del turismo brissinese». Inoltre secondo gli ambientalisti «il progetto si porrebbe in contraddizione con uno degli enunciati del nuovo piano di sviluppo che dice: Bressanone si colloca al centro di una splendida area montuosa. Uno degli scopi fondamentali è quello di proteggere e conservare quest'eredità paesaggistica». La raccolta di firme è partita, dal 20 dicembre al 24 gennaio sarà allestito uno stand, e domani alle 20 ci sarà una serata informativa alla Cusano.
BRESSANONE - Al via la raccolta di firme contro l'hotel a Meluno
L'associazione Heimat, in collaborazione con l'Heimatpflegeverband e Legambiente, ha lanciato una raccolta di firme per opporsi al progetto di realizzazione dell'hotel da 220 posti letti nei prati Koja di Meluno. Gli ambientalisti si oppongono alla costruzione perché distruggerebbe un gioiello paesaggistico, aumenterebbe il traffico, l'approvvigionamento di acqua potabile e il consumo energetico sarebbero difficili da gestire. Il progetto si porrebbe in contraddizione con il piano di sviluppo di Bressanone, che prevede la protezione e la conservazione dell'eredità paesaggistica.
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