CAPOTERRA. «E' grave e irresponsabile» l'atteggiamento di chi «insiste nel voler mettere a rischio il delicato equilibrio ambientale dell'area di Poggio dei Pini e l'incolumità degli abitanti»: lo sostiene il Wwf in un documento diffuso ieri, riferito al al ricorso presentato al Tar dalla Cooperativa Poggio dei Pini contro il blocco della realizzazione di centinaia di villette. Il progetto presentato dalla Cooperativa prevede un milione e 391 mila metri cubi di cemento, in parte distribuiti proprio in quelle aree devastate dalla forza dell'acqua dello scorso 22 ottobre, come la pineta di Pauli Ara, attigua al laghetto, e la collinetta di Sa Birdiera, a poca distanza dal corso del Rio San Girolamo. Scenari appena due mesi fa di una sciagura con quattro morti e decine di famiglie ridotte sul lastrico, una delle più gravi nella storia della Sardegna sulla quale sta indagando la Procura della Repubblica. Il Wwf chiude il proprio documento sostenendo che, oltre a confidare in un pronunciamento dei giudici del Tar a favore del blocco del progetto, vi sia maggiore rigore nella verifica delle opere proposte, nel rispetto di quanto previsto dal piano di assetto idrogeologico (Pai) e dalle normative di tutela ambientale e paesaggistica della Regione.
SARDEGNA - Folle costruire a Poggio dei Pini
CAPOTERRA. E' grave e irresponsabile l'atteggiamento di chi insiste nel voler mettere a rischio il delicato equilibrio ambientale dell'area di Poggio dei Pini e l'incolumità degli abitanti: lo sostiene il Wwf in un documento diffuso ieri, riferito al al ricorso presentato al Tar dalla Cooperativa Poggio dei Pini contro il blocco della realizzazione di centinaia di villette. Il progetto presentato dalla Cooperativa prevede un milione e 391 mila metri cubi di cemento, in parte distribuiti proprio in quelle aree devastate dalla forza dell'acqua dello scorso 22 ottobre, come la pineta di Pauli Ara, attigua al laghetto, e la collinetta di Sa Birdiera, a poca distanza dal corso del Rio San Girolamo. Scenari appena due mesi fa di una sciagura con quattro morti e decine di famiglie ridotte sul lastrico, una delle più gravi nella storia della Sardegna sulla quale sta indagando la Procura della Repubblica. Il Wwf chiude il proprio documento sostenendo che, oltre a confidare in un pronunciamento dei giudici del Tar a favore del blocco del progetto, vi sia maggiore rigore nella verifica delle opere proposte, nel rispetto di quanto previsto dal piano di assetto idrogeologico (Pai) e dalle normative di tutela ambientale e paesaggistica della Regione.
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