Comitatone a caccia di soldi. Da Roma è arrivata per il 23 gennaio una convocazione di sole due righe. Senza ordine del giorno e senza tabelle dei finanziamenti. Il motivo? Non si sa, a una settimana dalla tanto attesa riunione sollecitata dal sindaco Cacciari, quanti saranno i fondi a disposizione. Ci sono i 45 milioni di euro della Finanziaria 2009. Ma la vera incognita resta il Cipe: il Comitato per la Programmazione economica dovrebbe distribuire giovedì almeno 15 miliardi di euro per le infrastrutture nazionali. Tra queste, il «sistema Mose», a cui dovrebbero andare almeno 800 milioni di euro. Una piccola percentuale sarà destinata alla manutenzione della città e ai danni provocati dall'acqua alta eccezionale del primo dicembre. Una prassi ormai modificata qualche anno fa con la Legge Obiettivo e più volte denunciata dal Comune. La manutenzione. I soldi vengono dirottati dal Cipe al Mose, e per l'opera di manutenzione della città restano soltanto poche briciole. Fondi tagliati e ridotti a zero negli ultimi due anni, scavo dei rii e restauri di rive, ponti ed edifici che si fermano. Al Comitatone il Comune chiederà di proiettare un filmato realizzato da Insula che documenta i gravi rischi provocati dallo stop ai lavori». Il Comitatone. La riunione del Comitatone (il primo del governo Berlusconi ter) è stata convocata a palazzo Chigi, Sala Verde, per il 23 gennaio alle 16. Venerdì o forse lunedì, saputo degli stanziamenti del Cipe, sarà convocata la riunione del precomitatone per formulare un'ipotesi di divisione delle risorse tra gli enti. Oltre al Consorzio Venezia Nuova, il Magistrato alle Acque, il Comune e la Regione. Il Mose. Al primo punto dei lavori, come sempre, ci sarà la relazione del Magistrato alle Acque sullo «stato di avanzamento dei lavori del Mose». Sei anni dopo la posa della prima pietra, i lavori sono giunti circa a metà. Concluse le opere preliminari, già realizzate le dighe foranee, i porti rifugio e la conca di nmavigazione, l'isola artificiale davanti al bacàn di Sant'Erasmo. Avviati anche gli scavi alle bocche di Lido e Malamocco per le fondazioni e le trincee, posati i materassi e alcuni pali di fondazione, costruite le «spalle» in calcestruzzo. A Santa Maria del Mare e a Punta Sabbioni e a Ca' Roman sono attivi i cantieri per la costruzione degli enormi cassoni in calcestruzzo che dovranno essere posati sui fondali come base di sostegno della paratie. L'Europa. Un finanziamento di un miliardo di euro (2 su 4 il Consorzio li ha già avuti) è stato chiesto dal Magistrato alle Acque alla Bei, la Banca europea degli investimenti. «Dovrà consentirci di avviare la gara europea sulle paratoie e i sistemi elettromeccanici», dice il presidente Patrizio Cuccioletta. Ma la situazione è congelata, in attesa della conclusione della procedura di Infrazione avviata dalla commissione europea. Gli ambientalisti. «Si tratta di un grave danno al delicato ecosistema lagunare», denunciano gli ambientalisti autori dell'esposto. «Il Mose ha prodotto finora un'alterazione fortissima dell'equilibrio della laguna», ripete il professor Gherardo Ortalli, consigliere nazionale di Italia Nostra, «si va verso l'artificialiazzazione e la cementificazione della laguna, insistendo su una soluzione costosa e irreversibile. E le soluzioni alternative come il rialzo dei fondali, che avrebbero ridotto le maree di almeno 20 centimetri non sono state nemmeno esaminate». Le correnti. C'è chi sostiene che gli scavi in corso abbiano aumentato la velocità delle correnti alle bocche e dunque le maree. «Non è così», assicurano al Consorzio, «secondo i nostri dati la velocità aumenta solo a livello locale, la quantità d'acqua che entra è sempre la stessa».
VENEZIA - Comitatone con l'incognita Cipe
Il Comitatone è convocato per il 23 gennaio a palazzo Chigi per discutere della situazione finanziaria del Comune di Venezia. Il Comune chiederà di proiettare un filmato che documenta i gravi rischi provocati dallo stop ai lavori del Mose. Il Magistrato alle Acque presenterà la relazione sullo stato di avanzamento dei lavori del Mose, che sono giunti a metà dopo sei anni di costruzione. Il Consorzio Venezia Nuova ha richiesto un finanziamento di un miliardo di euro per avviare la gara europea sulle paratoie e i sistemi elettromeccanici.
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