"Nessun condono, ma..con le grandi opere si potrebbe avere un incremento del Pil vicino all'1 già nel 2003" PUNIZIONE Secondo Silvio Berlusconi non ci sarà nessuna sanatoria edilizia, «ma in certi casi potremmo trasformare la distruzione dell'opera in un obbligo a fare giardini» ROMA E chissà se Berlusconi avrà pensato a Di Pietro quando dopo aver trascorso quasi cinque ore nella stanza in cui viveva giorno e notte l'ex pm al ministero alle tre del pomeriggio ha salutato Pietro Lunardi che doveva andare alla Camera con un po' di rammarico: «Sarei rimasto ancora». Sarà la sindrome efficientistica che circola ai lavori pubblici ma certo il premier ostenta una grande voglia di fare. E soprattutto, di dimostrare che entra nel vivo dei problemi italiani. Come l'abusivismo edilizio. Le ipotesi «Non c'è nessun condono o sanatoria in vista», assicura. Però lascia aperto uno spiraglio: «Si ragiona su una serie di ipotesi per cui si potrebbe trasformare una penalizzazione come quella di distruggere l'opera, che magari potrebbe anche non essere così negativa per il paesaggio, in un obbligo a fare». Fare, chessò, spiega: «Giardini o parchi». Che dunque verrebbero utilizzati come mercé per ab-buonare verande o cose simili «perché bisogna trovare una norma più positiva di quella che prevede il semplice abbattimento». S'affretta a puntualizzare il portavoce Paolo Bonaiuti: «Si parla di singoli casi, e ciò sarà possibile dopo trattative con autorità o sovrintendenze locali». Tant'è: accelera il progetto grandi opere («favoriranno la crescita») il premier e contemporaneamente assesta uno schiaffone al centrosinistra: «Dallo scorso 31 ottobre, con quattro riunioni, il Cipe ha svolto il lavoro fatto in cinque anni dal precedente governo: ha varato fondi per la realizzazione di 20 opere per oltre 2.212 milioni di euro, su un totale di 4.469». Assicura: se riusciremo a realizzare tutte quelle previste dal programma «quest'anno potremmo avere un incremento del Pil vicino all' 1 ». Sorride snocciolando lo stato di avanzamento di ogni progetto (dalla Padova-Mestre alla Bologna-Firenze) e si sofferma sul Mose, sistema di dighe mobili di Venezia: «I lavori prenderanno il via ai primi di febbraio (lui assisterà alla cerimonia di posa della prima pietra) e l'operazione costerà circa 10 miliardi di vecchie lire». Afferma - se riusciremo a realizzare tutte le grandi opere previste dal programma quest'anno «potremmo avere un incremento del Pil vicino all'1». Per poi garantire «controlli più capillari» sugli appalti per garantirne la trasparenza e la tutela da infiltrazioni criminali il via libera alle singole iniziative verrà dato con apposito decreto. «Bell'Italia» Berlusconi chiude con il capitolo «bell'Italia». «In oltre cento città che spero di visitare voglio promuovere la riqualificazione dei centri urbani». Ma c'è di più: il concorso comune più fiorito. «Verranno coinvolti quelli sotto i 5mila abitanti. E' un modo per far aumentare l'amore per la natura, le piante e i fiori stimolando la competizione». Il dolce in fondo: Pompei. «Stiamo studiando con Urbani una illuminazione notturna che renderà gli scavi vistabili anche la sera».