Le ferrovie, per cedere i 4 ettari alla Leopolda per il teatro, potranno costruire 45000 metri quadri nellarea della stazione «Il nuovo auditorium a Porta al Prato? Comporterà la cementificazione selvaggia del Campo di Marte». Il capogruppo comunale dellUdc Mario Razzanelli lancia lallarme sulla grande operazione di scambio di terreni tra Palazzo Vecchio e le Ferrovie frutto di un accordo siglato proprio il 28 novembre scorso tra Comune, Provincia e Regione da una parte e la società proprietaria delle stazioni ferroviarie dallaltra. In pratica le Ferrovie cedono a Firenze 4 ettari dietro la stazione Leopolda di Porta al Prato, dove nascerà il nuovo teatro comunale con la torre scenica alta 35 metri progettata dallarchitetto Paolo Desideri. In cambio il Comune modifica il piano strutturale per dare a Ferrovie la possibilità di costruire 100 mila metri quadri di nuove case tra il Campo Marte e Porta al Prato. Quarantacinquemila metri quadri di nuove case sono infatti previsti lungo la ferrovia al Campo dArrigo: «Ma stiamo scherzando? Significherebbe la morte di quellarea, la devastazione», salta sulla sedia Razzanelli. Il piano strutturale è attualmente bloccato per decisione del sindaco Leonardo Domenici dopo linchiesta di Castello. «Ma di fatto se laccordo con le Ferrovie non verrà modificato, rimarrà tutto così e la città dovrà pagare negli anni il frutto di una decisione assurda presa senza consultare i cittadini, nella più totale assenza di trasparenza», tuona il paladino dei referendum anti tramvia. Secondo Razzanelli lamministrazione non ha spiegato ai cittadini che la costruzione del nuovo Comunale avrebbe comportato la cementificazione di unaltra area della città. «Inoltre - aggiunge il capogruppo Udc - laccordo con le Ferrovie avrebbe dovuto essere fatto prima di dare il via allappalto-concorso per la costruzione del nuovo Comunale e non dopo». Come uscire dallinghippo? Secondo Razzanelli anziché concedere alle Ferrovie di costruire 45mila metri quadri di nuove case lungo la ferrovia al Campo dArrigo, basta concedergli la sede attuale del teatro comunale di Corso Italia, che il Comune intende mettere in vendita a privati per realizzare case di lusso. «Cediamo il Comunale alle Ferrovie, è enorme e vale molto più di quanto si è ipotizzato», propone Razzanelli pensando alla valutazione di 35 milioni di euro fatta dagli uffici comunali e inserita -come introito dalla vendita - nel bilancio comunale 2009. Secondo il vicesindaco Beppe Matulli però si tratta di una «proposta pressappochista e irrealizzabile». Perchè? «Dalla vendita del vecchio teatro Comunale il Comune prevede di ricavare una cifra che va a finanziare la costruzione del nuovo insieme ai fondi statali. Se lo cediamo alle Ferrovie chi ci dà quei soldi?», manda a dire Matulli a Razzanelli. A inizio 2008 lex assessore allurbanistica Gianni Biagi annunciò che entro fine anno per la struttura sarebbe partito il bando di vendita per il Comunale, ma ancora questo non è accaduto. «Anche per questo motivo chiedo che il Comune stoppi qualsiasi tipo di decisione in materia: si lasci una scelta così importante alla prossima giunta», chiede Razzanelli. Intanto oggi si annuncia una seduta rovente del cda del Comunale: il programma degli spettacoli dovrebbe rimanere invariato fino a primavera, a subire pesanti tagli potrebbe però essere il festival del Maggio Musicale Fiorentino.
TOSCANA - URBANISTICA: Razzanelli-Matulli, botta e risposta su auditorium e case a Campo di Marte
Il Comune di Firenze ha ceduto 4 ettari di terreno alle Ferrovie per la costruzione di un nuovo teatro comunale a Porta al Prato. In cambio, le Ferrovie potranno costruire 45.000 metri quadri di nuove case nel Campo di Marte. Il capogruppo comunale dell'Udc, Mario Razzanelli, ha lanciato allarme sulla decisione, affermando che la costruzione del teatro avrebbe comportato la cementificazione di un'altra area della città. Razzanelli propone di cedere il vecchio teatro comunale di Corso Italia alle Ferrovie, che potrebbero acquistarlo per 35 milioni di euro, ma il vicesindaco Beppe Matulli lo considera una proposta pressappochista e irrealizzabile.
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