Chiude con un -10 per cento il bilancio di un altro anno nero sul fronte del turismo a Napoli e in provincia. Una cifra che, sommata al -12 del 2007, spiega l'allarme di operatori del settore e pubblici amministratori. Le previsioni. «L'anno prossimo andrà anche peggio: Napoli perderà una fetta di crocieristi che saranno dirottati su Civitavecchia per visitare la capitale. Se andiamo avanti di questo passo possiamo anche chiudere: ho già notizie di agenzie di viaggi e hotel che hanno cominciato a licenziare. Di sicuro, molti albergatori hanno dovuto abbassare le tariffe». Per Ettore Cucari, presidente della Fiavet, «meglio dire le cose come stanno». A parte i soliti last minute, che non sposteranno di molto i numeri di fine anno almeno per il capoluogo, anche le prenotazioni di Natale sono in calo rispetto all'anno scorso. «Le uniche località a recuperare - dice ancora Cucari - saranno presumibilmente Capri, penisola sorrentina e costiera amalfitana, che con le prenotazioni dell'ultima ora, meteo permettendo, prenderanno ancora un po' di turisti italiani». Lo scenario. Il mal comune (il turismo, a causa della crisi economica, è in calo un po' ovunque) non consola. L'ultima mazzata è arrivata dall'analisi dei dati sui musei: il calo nazionale - è quanto ha sottolineato il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi - è dovuto sostanzialmente alla Campania, che nei primi sei mesi del 2008, in piena emergenza rifiuti, hanno perso il 15.71 per cento di visitatori. Mentre il resto del museo Italia ha perso il 2.6 per cento. Se hanno perduto visitatori big come scavi di Pompei e reggia di Caserta, i «grandi attrattori» della regione, non c'è da dormire sonni tranquilli. Le cause. «La colpa - osserva il numero uno degli agenti di viaggio campani - non è attribuibile ai rifiuti e lo è solo parzialmente alla crisi economica. I nostri migliori clienti (Stati Uniti, Spagna e Germania) vivono congiunture sfavorevoli. Ma se un mercato è depresso, bisogna cercare di tirarlo su. Ed è proprio questo che è mancato alla nostra regione. La stessa riorganizzazione delle agenzie di promozione turistica voluta dall'assessore Claudio Velardi è da rivedere: tolti gli amministratori delle aziende di soggiorno e turismo, che erano effettivamente troppe, non è rimasto niente, se non gli impiegati. Il risultato? A fronte di un risparmio irrilevante anche i Comuni che ospitano siti di interesse internazionale non hanno organizzato, per esempio, iniziative per il Natale. Cartelloni ridotti, poche mostre o altre attività da inserire in pacchetti in grado di attirare visitatori. A Pompei, a Paestum, al parco della Reggia di Caserta, un'illuminazione notturna proposta per tempo avrebbe aiutato». Le responsabilità. Le altre colpe del territorio? «Un sistema di trasporto pubblico che non va incontro alle esigenze dei turisti: a Napoli, per esempio, nei giorni festivi non si trova un bus. E sono ancora troppi i visitatori che riferiscono di aver avuto problemi con i tassisti. Inoltre, molti dei nostri musei chiudono troppo presto». Intanto, oramai l'anno è andato. «È urgente, per l'anno prossimo, che il pubblico faccia un passo indietro, lasciando le strategie al privato e sostenendole mediante la promozione. Più pacchetti, più fiere, più iniziative di grande richiamo per incoraggiare gli arrivi. E più cura per Napoli: la città è sciatta e in questo periodo completamente stravolta dai troppi cantieri. Siamo riusciti persino a fare tardi con le luminarie. Un turista di ritorno da Napoli, a parte la bellezza spesso non offerta ma da scoprire, ha ben poco di buono da raccontare. E il tam tam è importante per il turismo. Meglio rimboccarsi le maniche: non è molto difficile, per chi viaggia, preferire Parigi o Barcellona».
CAMPANIA - 10 in meno il turismo a Napoli e provincia
Il turismo a Napoli e in provincia ha chiuso l'anno con un -10% rispetto all'anno scorso, con una perdita complessiva di -22% rispetto al 2007. Le previsioni per l'anno prossimo sono pessimistiche, con una perdita di ulteriori 10-15% dei turisti. Le cause del calo sono attribuite alla crisi economica, alla mancanza di promozione turistica e alla scarsa organizzazione dei Comuni. Il sistema di trasporto pubblico è anche considerato un problema. I responsabili del settore chiedono di lasciare le strategie al privato e di sostenere le loro iniziative con la promozione.
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