Domani la presentazione del programma a Villa Paolina A un secolo dall'affermazione della diffusione di un movimento culturale che ha influenzato tutte le forme d'arte, si sente la necessità di tracciare una riflessione organica che investa l'intero territorio nazionale e dia un panorama completo del fenomeno Liberty, confrontandolo con le realtà internazionali. Domani, in una conferenza stampa a Villa Paolina, sarà presentato il programma 2009-2010 delle Celebrazioni del centenario del movimento Liberty in Italia. Il Comitato - istituito nel marzo 2008 su proposta della Provincia di Lucca, del Comune di Viareggio e della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara - è dedicato proprio alla valorizzazione e alla diffusione dello stile Liberty in Italia. Il progetto del 2009-2010 coinvolge in particolare le città di Salsomaggiore, Palermo-Mondello e - ovviamente - Viareggio, in quanto città simbolo del Liberty toscano. Ecco la composizione del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario del movimento Liberty in Italia. Presidente è Stefano Baccelli, presidente della Provincia di Lucca. Segretario e tesoriere: Glauco Borella (direttore del Centro Sudi Liberty e architetto della soprintendenza). Il Comitato Nazionale è costituito da Enti e Istituzioni pubbliche del territorio nazionale che rappresentano luoghi dove sono presenti testimonianze Liberty. Il Comitato scientifico è formato da Rossana Bossaglia, Lara Vinca Masini, Paolo Portoghesi, Maurizio Calvesi, Fabio Benzi, Paola Pallottino, Irene De Guttry, Glauco Borella, Gilberto Bedini, Maurizia Bonatti Bacchini, Alessandra Belluomini Pucci, Paola Chini, Paolo Cocchi, Gabriella Biagi Ravenni. Una nota a margine. Forse - più che la pur bella Villa Paolina - la "location" ideale per la presentazione sarebbe stata Villa Argentina, vero gioiello del liberty viareggino impreziosito dalle opere di Galileo Chini. Sarebbe: perché Villa Argentina è ancora "preda" della burocrazia e di un restauro infinito che solo nel 2009 dovrebbe vedere, finalmente, compiuto l'ultimo passo. E allora il Comitato di studi per il liberty potrebbe veramente aver trovato la sua casa naturale.